La sentenza
Diffamò l’avvocato di Priebke, Paolo Berizzi condannato per diffamazione e 15mila euro di risarcimento
Il legale non ospitò mai l'ex ufficiale delle SS come aveva scritto il giornalista di Repubblica. Per il tribunale è stata offesa la reputazione del legale e il diritto di difesa
Diffamò l’avvocato Lorenzo Borrè, legale di Erich Priebke, l’ex capitano delle SS ritenuto tra i responsabili dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Per questo il Tribunale di Roma ha condannato il giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, per diffamazione, con un risarcimento di quindicimila euro.
La vicenda e le falsità su Borrè
La causa è scaturita da un’affermazione di Berizzi secondo cui l’avvocato Borrè avrebbe ospitato Erich Priebke (l’ex capitano delle SS responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine) presso la propria abitazione. Secondo il tribunale, questa notizia è risultata oggettivamente falsa.
Il giudice ha stabilito che Berizzi non ha effettuato le necessarie verifiche. È emerso che l’abitazione in cui Priebke risiedeva era in realtà riconducibile a una persona del tutto estranea a Borrè.
Paolo Berizzi è stato condannato a versare a Lorenzo Borrè la somma di 15.000 euro a titolo di risarcimento, oltre al pagamento delle spese legali.
Il principio del diritto di difesa
L’avvocato Borrè, noto per le sue battaglie legali legate al Movimento 5 Stelle, aveva già in passato difeso il suo operato professionale in merito alla difesa di Priebke, appellandosi ai principi costituzionali del diritto alla difesa.
Borrè non ospitò mai Priebke
Berizzi aveva sostenuto che Borrè avesse ospitato Erich Priebke nella propria casa. Il tribunale ha accertato che Priebke viveva in un’abitazione appartenente a una persona completamente diversa e che l’avvocato non aveva alcuna disponibilità di quell’immobile.
Borrè è stato uno dei legali di Priebke, ma ha sempre ribadito che assistere un imputato è un dovere professionale sancito dalla Costituzione e non implica condividerne le idee. L’affermazione di Berizzi, secondo la sentenza, mirava a trasformare questo rapporto tecnico in un legame di “complicità” o ospitalità personale, danneggiando la reputazione del legale.
La condanna sottolinea che Berizzi non ha effettuato i controlli necessari prima di pubblicare la notizia, venendo meno al dovere di verità del giornalista.
Il legale di Borrè:”Sentenza esemplare”
“Il Tribunale di Roma ha evidenziato la grossolana falsità del commento del giornalista, che aveva completamente omesso la necessaria verifica dei fatti che attribuiva: sentenza esemplare”, dice il legale di Borrè, l’avvocato Domenico Di Tullio.