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David Rossi

La rivelazione di Far West

David Rossi fu ucciso dalla ‘ndrangheta? Minacce e intimidazioni alla commissione parlamentare d’inchiesta

La trasmissione di Raitre lancia l'ipotesi del coinvolgimento del boss Grande Aracri, mentre la segretaria dell'organismo camerale denuncia le minacce ricevute

Cronaca - di Paolo Cortese - 21 Gennaio 2026 alle 16:50

David Rossi, il capo della comunicazione di Mps morto apparentemente suicida il 2013, potrebbe essere stato ucciso dalla ‘ndrangheta. La rivelazione l’ha data Far West, nell’ultima puntata andata in onda su Raitre. Mentre emerge che la commissione parlamentare d’inchiesta che si occupa della sua morte è stata oggetto di minacce e di intimidazioni.

L’ombra della ‘ndrangheta

Al centro delle nuove rivelazioni c’è la cosiddetta “pista mantovana”, citata da anni e raccontata per primo dal giornalista Nicola Borzi. Una traccia che porta a Viadana, in provincia di Mantova, e a una filiale del Monte dei Paschi di Siena.

Secondo quanto emerso, in quella filiale sarebbe stato custodito un certificato di deposito riconducibile tramite prestanome a Salvatore Grande Aracri, figura di primo piano delle ’ndrine calabresi. Un dettaglio che, se confermato, collegherebbe il caso Rossi a interessi criminali di altissimo livello.

L’ultimo numero trovato sul telefono di Rossi

La pista prende forza anche da un elemento mai chiarito del tutto: l’ultimo numero digitato sul telefono di David Rossi la sera della sua morte. Un dettaglio tecnico che, secondo gli investigatori, potrebbe rappresentare un filo diretto verso quella rete di rapporti economici e finanziari. Le rivelazioni raccontate dalla trasmissione di Rai3 FarWest aprono scenari inquietanti: finanza, criminalità organizzata e istituzioni che si sfiorano in un punto ancora oscuro. Mentre emergono le minacce le intimidazioni ricevute dalla Commissione parlamentare d’inchiesta che indaga sul caso.

Le minacce

A parlare, per la prima volta in esclusiva televisiva, è Catia Silva, segretaria della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Rossi. Il suo racconto è agghiacciante: “Ho ricevuto un proiettile per posta, un tentativo di incendio e una telefonata sul telefono fisso. Una voce che diceva solo una cosa: la Commissione deve smettere di lavorare”.

Intimidazioni gravi, ripetute, mirate. Un segnale inequivocabile che qualcuno teme ciò che potrebbe emergere dalle indagini parlamentari. E che è disposto a tutto pur di bloccarle.

L’ultima rilevazione che ha escluso il suicidio

Farwest si è ripercorso cosa successe la sera in cui è morto David Rossi. In particolare, al centro del dibattito c’è un video delle telecamere di sorveglianza che riprende il capo della comunicazione della Monte dei Paschi di Siena mentre precipita dalla finestra e la sagoma di un uomo che si affaccia nel vicolo dove l’uomo giace a terra.

Secondo i periti del RIS, Rossi sarebbe stato trattenuto per il polso sinistro fuori dalla finestra da una o più persone, forse con l’intenzione di minacciarlo o intimidirlo. La caduta sarebbe avvenuta solo in seguito, quando la presa è venuta meno o è stata volontariamente interrotta.

L’uomo è morto in un momento particolarmente teso per la storica banca. La magistratura stava setacciando la gestione di Monte dei Paschi.

Secondo il presidente della commissione parlamentare, Gianluca Vinci, “sulla morte di David Rossi non si può più parlare di suicidio”.

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di Paolo Cortese - 21 Gennaio 2026