Nel giorno della memoria
Consiglio d’Europa: spunta a sorpresa l’audizione di Albanese. Il centrodestra compatto dice no
La deputata Elisabetta Gardini scrive una lettera al segretario generale dell'Assemblea Parlamentare esprimendo forte preoccupazione, nel merito e nel metodo, per la scelta. Da FdI Lega e Forza Italia nota congiunta per chiedere la cancellazione
Non è passato inosservato il “mini-blitz” della Commissione Affari sociali del Consiglio d’Europa, che ieri, proprio nel giorno dedicato alla memoria delle vittime della Shoah, ha modificato l’ordine del giorno delle riunioni in programma nella prossima sessione, aggiungendo l’audizione di Francesca Albanese, United Nations Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territory occupied since 1967, al posto di Celine Galli della Medical Doctor. Il centrodestra ha subito notato ‘l’operazione’ ed è intervenuto tempestivamente per portare il tema all’attenzione del Consiglio e dell’opinione pubblica per dire no. Prima con una lettera firmata da Elisabetta Gardini, presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa per chiedere “in modo chiaro e diretto, di riconsiderare l’invito e di valutarne la cancellazione”, poi con una nota congiunta del centrodestra, firmata, oltre che da Gardini, da i deputati Deborah Bergamini, Dimitri Coin, Fabio Pietrella, Graziano Pizzimenti, Catia Polidori, ed i senatori Marco Dreosto, Ester Mieli, Domenica Spinelli, nella quale“Le delegazioni di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa esprimono indignazione per le modalità con cui, senza alcun preavviso e nell’immediatezza della sessione, è stata inserita all’ordine del giorno della Commissione Affari Sociali un’audizione della Relatrice Speciale ONU, Francesca Albanese”.
Gardini: forte preoccupazione nel merito e per il metodo
La missiva inviata dalla parlamentare di Fratelli d’Italia Gardini si rivolge direttamente del segretario generale dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Despina Chatzivassiliou, affermando di aver “appreso” ieri la notizia di “esprimere al riguardo una forte preoccupazione in relazione al metodo e al merito della citata scelta“. Gardini ricorda, nel merito, che “come è noto da parte della dottoressa Francesca Albanese sono state numerose le inaccettabili posizioni assunte in più occasioni sulla natura di un movimento terroristico, Hamas, responsabile del pogrom del 7 ottobre”.
Albanese, personaggio inadeguato a ricoprire un ruolo istituzionale
Francesca Albanese, secondo la deputata di FdI, è “un personaggio inadeguato a ricoprire il ruolo istituzionale in seno ad un’organizzazione internazionale che prevede il rispetto di un preciso codice di condotta che tuttavia appare dalla relatrice sistematicamente violato, come dimostrano da ultimo le dichiarazioni del Rappresentante permanente italiano all’ONU, Amb. Maurizio Massari. In particolare, in occasione della presentazione dell’ultimo rapporto” della Albanese “in Terza Commissione dell’Assemblea generale ad ottobre scorso, in cui l’Italia figura tra i 63 Stati accusati di ‘essere complici del genocidio a Gaza‘. L’ambasciatore ha dichiarato che il contenuto del dossier eccede palesemente il mandato specifico del relatore speciale ed aggiunge che l’Albanese ha dimostrato il totale disprezzo – in particolare negli ultimi mesi – del codice di condotta per i relatori speciali, che include principi di buon senso come integrità, imparzialità e buona fede, che sono il fondamento di qualsiasi rapporto credibile, dell’attuazione del mandato e delle Nazioni Unite stesse”
Frequentazioni con presunti soggetti legati ad Hamas e attacchi a Segre
Inoltre, ha sottolineato Gardini “sono state numerose le prese di posizione istituzionali a fronte di seri e documentati elementi emersi in relazione alla condotta ed alle frequentazioni della dottoressa Albanese, in particolare in riferimento a presunti soggetti legati con l’organizzazione terroristica Hamas. Non ultima la questione dei suoi attacchi alla senatrice a vita, Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, facendo emergere nei suoi discorsi profili marcati di antisemitismo. Tra l’altro – e qui veniamo al metodo – la decisione di procedere con questo invito è stata assunta ieri 27 gennaio, Giorno della Memoria. È una circostanza che, alla luce dei fatti emersi nelle ultime settimane e ampiamente riportati dalla stampa, rende questa scelta particolarmente problematica. In questo contesto, ritengo che il mantenimento dell’invito rischi di incidere negativamente sulla credibilità e sulla neutralità dell’Assemblea. Al di là di ogni profilo giudiziario, che non spetta all’APCE valutare, la questione riguarda l’opportunità istituzionale di offrire visibilità e legittimazione nell’ambito dei lavori del Consiglio d’Europa. Il punto è politico e istituzionale: invitare oggi la dott.ssa Albanese rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di esporre l’Assemblea a un serio problema di credibilità” e di reputazione.
Gasparri: inopportuna audizione Albanese in assemblea consiglio Europa
Sul tema è intervenuto anche il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha definito “Inopportuna l’audizione” chiedendosi: “Ma chi ha ancora il coraggio di interpellare tale Albanese? Nota per dire sempre le cose sbagliate e sostenere tesi assurde e pericolose come quelle dei terroristi fondamentalisti di Hamas, accusa il governo italiano di essere complice di crimini. Che altro deve fare per dimostrare la totale inadeguatezza al suo ruolo?” E “ancora più sconcertante è che questa scelta maturi all’indomani del Giorno della Memoria, dopo che la stessa Albanese ha espresso parole vergognose contro la senatrice a vita Liliana Segre. Una decisione che mina la credibilità dell’Assemblea e contribuisce ad avvelenare ulteriormente un dibattito che richiederebbe equilibrio, rigore e responsabilità.
Dreosto: invito ad Albanese vergognoso, immediato stop
Sulla stessa linea anche la Lega. Il capo della delegazione Lega all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Marco Dreosto ha spiegato che “L’invito rivolto a Francesca Albanese in ambito istituzionale è un atto vergognoso e inaccettabile che offende il ruolo e la credibilità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Dare visibilità a una figura ampiamente controversa, nota per posizioni ideologiche estreme e dichiarazioni incompatibili con i principi di imparzialità e responsabilità istituzionale, rappresenta una grave forzatura. Chi ha dimostrato di non rispettare il proprio mandato e il codice di condotta non può essere considerato un interlocutore credibile. Continuare a legittimare questo profilo significa assumersi una responsabilità politica chiara: quella di compromettere la reputazione e l’autorevolezza dell’Assemblea. Su questo la Lega non farà sconti”.