Pagliacciata anti-Venezi
Com’è triste Venezia quando gli orchestrali de la Fenice preferiscono la sceneggiata al concerto di Capodanno
Dal concerto di Capodanno alla sceneggiata è un attimo: al teatro La Fenice di Venezia non si ferma la protesta dei lavoratori (strumentalizzati dai sindacati e dalla sinistra) contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale stabile a partire dall’ottobre 2026.
L’ultima protesta di dubbio gusto è andata in scena in occasione del Concerto di Capodanno. Un dissenso “silenzioso” ma visivamente sgradevolissimo come una spilla: una chiave di violino con un cuore al centro, nera su fondo dorato. Coro e Orchestra hanno indossato la spilla durante l’esibizione, trasmessa in diretta su Rai 1 dalle ore 12,20. La spilla è stata distribuita addirittura persino al pubblico in sala prima dell’ingresso nel teatro di Campo San Fantin “come segno di solidarietà e partecipazione”.
Gli orchestrali di Venezia in agitazione: chi ha paura della Venezi?
Solidarietà non si sa a che titolo, visto che nessuno degli orchestrali verrà sostituito con quelli che sono andati in scena a Vienna per lo storico concerto di Capodanno. Nessuno perderà il posto di lavoro, nessuno verrà maltrattato o “bacchettato” dalla futura direttrice d’orchestra, ma il pubblico deve essere solidale. Non si sa a che titolo.
La stessa Venezi ha diretto trionfalmente a Buenos Aires per il centenario dello storico teatro argentino. Gli orchestrali di Buenos Aires e i tanti che in tanti teatri mondo hanno lavorato sotto la direzione della nuova direttrice artistica della Fenice non hanno manifestato analoghe forme di dissenso. La differenza? Nella strumentalizzazione politica e nella gestione sindacale della vicenda che solo gli ingenui possono vedere con qualche forma di nesso artistico.
L’orchestra della Fenice stecca: vergognosa spilla contro la Venezi
Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha commentato: “Ho visto l’orchestra e il coro durante le prove. Tutte le forme di protesta garbate sono legittime, mi auguro che al più presto si possa arrivare a scelte condivise, a confrontarsi per trovare quell’equilibro che tutti cerchiamo”.
Dalla fine dello scorso settembre i lavoratori della Fenice per manifestare la loro contrarietà alla nomina di Venezi hanno fatto sciopero, cortei, volantinaggi e assemblee pubbliche. I rappresentanti sindacali chiedono risposte pubbliche su sei punti e ribadiscono la disponibilità a un confronto, a patto che la nomina venga ritirata e si riparta da zero. Il sindaco Luigi Brugnaro ha riconosciuto che come “legittima la protesta, pensando però che un allenatore non lo può decidere la squadra. “Spero e continuo a sperare – ha aggiunto -, Lavorerò e sto lavorando perché si riesca a ricomporre anche dal punto di vista personale la frattura. Mi dispiace molto perché vorrei che tutti uscissero vincitori. Ma io Beatrice Venezi oggettivamente voglio vederla dirigere. Credo che se lo meriti, qualcuno dice che il suo palmares non è adeguato, secondo me lo è. Potrebbe essere una grande scommessa che possiamo vincere, lo vedremo nei prossimi anni”. Quel che è certo è che alla Fenice si combatte una battaglia ideologica. Una nota stonata.