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Al Bano scende in campo con la musica per l’Iran

Sfida in musica

Al Bano canta la resilienza: tra il visto negato per la Russia e il nuovo inno alla libertà nato sull’asse Cellino-Teheran

Il cantante sposa la linea del dialogo con Mosca della premier e annuncia un brano-manifesto contro l'oppressione in Iran: «Entro quattro giorni saremo pronti»

Spettacoli - di Prisca Righetti - 12 Gennaio 2026 alle 18:25

Non solo musica, ma un ponte tra culture in fiamme. Al Bano Carrisi torna a far parlare di sé con dichiarazioni che spaziano dai blocchi diplomatici alla solidarietà internazionale. Intervenuto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, il “Leone di Cellino” ha rivelato il singolare intoppo burocratico che gli ha impedito di esibirsi in Russia, appoggiando apertamente la linea del dialogo suggerita dal premier Meloni. Ma la vera sorpresa riguarda l’Iran: tra pochi giorni uscirà un nuovo brano-manifesto contro l’oppressione, inciso a quattro mani con la popstar di Teheran, Fariman. Ma procediamo con ordine.

Iran, Al Bano: entro 4 giorni pronto un brano cantato con un artista di Teheran

Se oggi avrei dovuto esibirmi in Russia? «Sì, ma non mi è arrivata la Visa e ho dovuto rimandare il concerto privato, per un compleanno, che avrei dovuto tenere. È la prima volta che mi accade e spero non si ripeta». A parlare, in diretta dalla sua Cellino S. Marco, è il cantante Al Bano Carrisi, intervistato a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari (e ripreso da Italpress). Come mai non le è arrivato il “visto” dalla Russia? «Non lo so, forse per il fattore guerra. Io però il 20 giugno scorso ero a San Pietroburgo e col visto non avevo avuto nessun problema».

Al Bano appoggia la linea Meloni sulla Russia

Poi i conduttori pungolano il cantante sull’argomento guerra Mosca-Kiev. E lui replica netto ai conduttori che gli sottolineano: Giorgia Meloni ha detto che è il momento di iniziare a parlare con la Russia. «Era ora, Berlusconi lo aveva detto tanti anni fa: mai interrompere la comunicazione tra queste due culture che si amano». Ma non solo. Perché il musicista pugliese a Un Giorno da Pecora ha parlato anche di Iran. Sostenendo: «Quello che sta accadendo lì è spaventoso, ho parlato al telefono proprio stamattina col cantante iraniano Fariman, con cui ho inciso un brano qualche anno fa (Rise to the fall ndr) che è diventata una hit in Iran. Lì si avverte il predominio della politica, una cosa assurda».

E canta contro il regime di Teheran: «La cultura non ha confini»

A quel punto la curiosità sorge spontanea, e i conduttori radio-tv non mancano di cercare di soddisfarla. «Ma cosa vi siete detti col suo collega iraniano?». Sincera ed emblematica la risposta: «Che vogliamo realizzare una nuova canzone insieme dal titolo Libertà. Gli ho già mandato la mia parte incisa in italiano. Lui dovrà registrare la sua in iraniano». Ma allora: «Quando crede sarà pronta?», gli chiede il duo Lauro-Cucciari. «Credo entro tre o quattro giorni», ha concluso Al Bano a Rai Radio1.

Il Leone ruggisce ancora: pronto il brano-manifesto per l’Iran

E insomma, il “Leone di Cellino” si conferma ancora una volta un artista capace di leggere il presente oltre i confini del palcoscenico. Tra l’auspicio di una distensione diplomatica con Mosca, e l’urgenza creativa di dare voce al popolo iraniano, Al Bano trasforma la musica in uno strumento di resilienza. Resta ora l’attesa per questo nuovo inno alla “Libertà”. Un brano che promette di scavalcare i muri della censura e di ribadire in musica, ancora una volta, che la cultura non può, e non deve, conoscere soglie di sbarramento e inquisitori.

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di Prisca Righetti - 12 Gennaio 2026