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Acca Larenzia, spranghe e coltelli contro quattro ragazzi di Gioventù nazionale. L’aggressione nel quartiere della strage

Ancora odio

Acca Larenzia, spranghe e coltelli contro quattro ragazzi di Gioventù nazionale. L’aggressione nel quartiere della strage

Politica - di Romana Fabiani - 7 Gennaio 2026 alle 14:17

Poteva finire in un’altra strage. Poteva scapparci il morto tra i quattro ragazzi di Gioventù nazionale aggrediti brutalmente mentre nel quartiere Appio-Tuscolano sostavano nell’area di parcheggio di un supermercato. Si erano fermati per acquistare la colla, di lì a poco avrebbero iniziato l’affissione di manifesti in ricordo della strage di Acca Larenzia del 7 gennaio 1978. Il tutto a mezzo chilometro dal luogo della mattanza di 48 anni fa in cui morirono Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. I quattro giovani sono stati assaltati da oltre 20 teppisti dell’ultrasinistra, alcuni a volto coperto, armati di coltelli e spranghe che si sono avventati sull’auto in cui si trovavano. Autovettura semidistrutta.

Acca Larenzia, 4 ragazzi di Gioventù nazionale aggrediti a colpi di spranghe

Il più grave tra le vittime, trasportate all’ospedale San Giovanni in ambulanza, ha riportato un trauma cranico e pesanti contusioni al volto e alle braccia. Un’aggressione premeditata, una vera caccia all’uomo da parte di ronde organizzate, come dimostrano le radio ricetrasmittenti ritrovate dalla polizia intervenuta sul luogo chiamata da alcuni abitanti e usate al posto dei telefonini per evitare intercettazioni. Soltanto l’accensione della macchina da parte del conducente sotto i colpi e i vetri in frantumi dal parabrezza ha evitato il peggio. Sono in corso indagini da parte della Digos.

Il più grave ha riportato trauma cranico e contusioni al volto

Tra i primi a intervenire il presidente di Gioventù nazionale di Roma, Francesco Todde, che insieme a Fabio Rampelli, è accorso in ospedale. “Denunciamo una gravissima aggressione a quattro militanti di Gioventù Nazionale Roma, avvenuta questa notte ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni”. Un episodio gravissimo che denuncia un crescente clima di odio politico da parte di pericolosi nostalgici degli anni di piombo, quando ragazzi innocenti di destra e sinistra lasciarono la vita sul selciato. Qualcuno, irresponsabilmente, alimentato dai cattivi maestri mai andati in pensione, lavora per resuscitare una nuova scia di sangue.

Todde: una violenza enorme, un’aggressione gravissima

“Il manifesto che abbiamo diffuso nella città in occasione dell’anniversario della strage di Acca Larenzia – aggiunge Todde – parla di libertà. Con l’obiettivo di poter ricordare come sono figli d’Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre non si combatteva una guerra ma l’odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee. Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa si Gioventù nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento non si è mai contraddistinto per azioni del genere, mai! Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente subite. Aspettiamo gli avvoltoi dell’editoria ‘illuminata’ al varco, se credete nella democrazia parlate di questo tentato omicidio”.

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di Romana Fabiani - 7 Gennaio 2026