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La gioia di Meloni

Open Arms, fine della boutade: la Cassazione assolve Matteo Salvini: “Non commise nessun reato”

Ribadita l'essenza della sentenza di Palermo: nessun reato fu compiuto dall'allora ministro degli interni del governo Conte

Politica - di Gianni Giorgi - 17 Dicembre 2025 alle 19:00

E’ definitiva l’assoluzione per il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini nell’ambito del processo per il caso Open Arms. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione penale della corte di Cassazione. Gli ermellini hanno infatti rigettato il ricorso presentato dalla Procura di Palermo. In primo grado il vicepresidente del Consiglio era stato assolto perché, “il fatto non sussiste”.

Assolto perché il fatto non sussiste

 Salvini è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dal tribunale di Palermo nel dicembre 2024 dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, per lo sbarco negato di 147 persone, tra cui minori, soccorsi dalla ong Open Arms nel corso di tre salvataggi nell’agosto 2019, quando rivestiva l’incarico di ministro dell’Interno. Contro questa sentenza, la procura di Palermo aveva presentato un ricorso ‘per saltum’ direttamente in Cassazione.

Salvini: “Difendere i confini non è reato”

Difendere i confini non è reato”, scrive su X il vicepresidente del Consiglio e leader della Lega. Con una sua foto e la parola: “Assolto!”.

La gioia di Giorgia Meloni

“La definitiva assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms è una buona notizia e conferma un principio semplice e fondamentale: un Ministro che difende i confini dell’Italia non commette un reato, ma svolge il proprio dovere. Forza Matteo”, dice la premier, Giorgia Meloni.

Il ricorso per saltum

Nel diritto penale, questa procedura è disciplinata dall’art. 569 del Codice di Procedura Penale. Il ricorso per saltum (o ricorso immediato per Cassazione) è uno strumento processuale che permette di impugnare una sentenza di primo grado direttamente davanti alla Corte di Cassazione, saltando il grado di appello. Nel caso di Matteo Salvini, i  pubblici ministeri hanno ritenuto che la sentenza di assoluzione contenesse errori nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme di diritto (sia nazionali che internazionali) relative al soccorso in mare e agli obblighi di sbarco, piuttosto che semplici mancanze nella ricostruzione dei fatti.

Un processo che non doveva nemmeno iniziare

In realtà questo processo non sarebbe dovuto nemmeno iniziare. Salvini operò all’interno di regolamenti e disposizioni ministeriali. Nessuno di quella nave fu lasciato senza soccorsi. Una vicenda politica è stata trasformata inutilmente in un fatto giudiziario. Lo ha ribadito Giulia Bongiorno, legale di Salvini. Tempo e denaro perso. Degli italiani.

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