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Molteni annuncia la svolta del governo dopo il caso dell’imam di Torino: pronta la stretta sulle moschee

Il sottosegretario all'Interno

Molteni annuncia la svolta del governo dopo il caso dell’imam di Torino: pronta la stretta sulle moschee

Politica - di Redazione - 17 Dicembre 2025 alle 14:15

La liberazione dell’imam di San Salvario da parte della Corte d’Appello di Torino ha lasciato il segno e non resterà senza conseguenze: l’annuncio arriva da sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni.

Quali sono le misure del governo contro l’immigrazione irregolare

L’esponente leghista, in un’intervista a Libero ribadisce la posizione dell’esecutivo. «Sia chiaro, noi non abbiamo nessuna intenzione di fare un solo passo indietro. Il ministro ha fatto bene a proporre il provvedimento di espulsione per un soggetto pericoloso. Per noi la sicurezza nazionale è la priorità assoluta. Abbiamo il dovere di garantirla». Quindi, i prossimi passi sono conseguenti. «Faremo certamente ricorso alla Corte di Cassazione – incalza Molteni – Ripeto, nessun passo indietro e nessuna concessione quando in ballo c’è la nostra sicurezza».

Molteni: le frasi dell’imam di Torino sono di gravità ingiustificabile

Il sottosegretario al Viminale, nota «con sconcerto che nel bilanciamento di interessi, la sicurezza nazionale è sempre soccombente. E questo è un problema, soprattutto in un caso come questo che vede protagonista un soggetto pericoloso, che ha giustificato il massacro del 7 ottobre e che grazie al suo ruolo di imam ha portato parole di odio e violenza all’interno della sua comunità. Le sue frasi sul pogrom ad opera dei terroristi di Hamas sono di una gravità ingiustificabile».

Contro il pericolo d’islamizzazione dell’Italia, Molteni sottolinea: «Abbiamo presentato un altro pacchetto di misure sul modello dei decreti sicurezza. In particolare ci sono norme per facilitare la chiusura delle moschee abusive, vietare il velo islamico simbolo di sottomissione per le donne. E ancora dovrà essere istituito l’albo degli imam e le prediche nelle moschee regolari dovranno avvenire in lingua italiana. Infine ci dovranno essere dei meccanismi per rendere trasparenti e tracciabili i finanziamenti alle associazioni islamiche».

Sull’immigrazione si cambia musica

«La nostra – prosegue l’esponente del Carroccio – non è una battaglia religiosa, ma culturale, di difesa della nostra identità, della nostra cultura, della nostra storia, della nostra libertà e della nostra democrazia. Senza il Concordato nulla verrà loro concesso. Nulla». Alla domanda del giornalista di Libero, che gli chiede se ravvisi un collegamento tra islam radicale e immigrazione irregolare, Molteni risponde senza esitazioni. «Certamente. Ed è il motivo per il quale negli ultimi decreti sicurezza abbiamo messo nero su bianco una serie di strette. La prima è quella che riguarda il ricongiungimento familiare: siamo lo Stato europeo che ne fa di più. Ora la musica cambierà. La seconda riguarda l`accoglienza dei minori non accompagnati e poi c’è la stretta sulla revoca della cittadinanza. Con le nuove regole sarà più facile perderla e questo dovrebbe fare un po’ da deterrente».

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di Redazione - 17 Dicembre 2025