Fede e dottrina
L’eredità immortale di Benedetto XVI in un libro sul Concilio Vaticano II a sessant’anni di distanza
L’8 dicembre prossimo cadrà il sessantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Un evento che nella storia della Chiesa è stato ed è tutt’ora oggetto di dibattiti e scontri anche accesi tra opposte tifoserie. Da una parte c’è chi lo accusa di aver rotto con la Chiesa di sempre, dall’altra chi vede il Vaticano II come un evento del tutto nuovo positivo ed inedito rispetto al passato, avendo segnato finalmente l’ingresso della Chiesa nella modernità. In mezzo al guado c’è il Vaticano II. Quello dei documenti.
Ed è proprio tornando alle fonti, ai documenti conciliari che Luca Del Pozzo ha inteso raccontare alle giovani generazioni che cosa è stato e cosa ha detto realmente il Concilio. Il risultato, dopo oltre tre anni di lavoro, è Il Concilio Vaticano II spiegato ai miei figli, un volume di oltre 700 pagine pubblicato dall’editore Cantagalli. Scopo dichiarato dell’Autore è fare piazza pulita di una narrazione “tossica e fuorviante che ne ha completamente falsato la percezione e compromesso la corretta comprensione e ricezione”. Si tratta di un’opera, scrive nella Prefazione il card. Sarah, prefetto emerito della Congregazione per il culto divino e i sacramenti, che “offre un importante contributo per chiarire equivoci e fraintendimenti”. Non solo: il tratto caratteristico di quest’opera “veramente originale e, per certi aspetti, unica nel suo genere, consiste appunto nello spiegare con chiarezza e dovizia di particolari che cosa sia stato effettivamente il Vaticano II”. Il titolo non inganni, non siamo di fronte ad un libro per ragazzi, quanto piuttosto – sottolinea ancora il card. Sarah – a un “saggio divulgativo in cui non mancano le analisi approfondite, la sistematicità e il riferimento alle fonti e ai documenti conciliari che offrono un quadro chiaro ed organico anche al lettore meno attento alle vicende ecclesiali”.
Nelle tre parti che compongono il volume con al centro, appunto, l’analisi dei principali documenti corroborata da svariati interventi dei Pontefici che l’hanno vissuto in prima persona e confermata da un puntuale pronunciamento dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede, l’Autore sviluppa la tesi secondo cui, innanzitutto, il Vaticano II non è stato un evento di rottura bensì – in linea con l’interpretazione che ne diede Benedetto XVI – di rinnovamento nella continuità. Inoltre il Vaticano II ha rappresentato la via cattolica alla modernità, “altra” rispetto a quella che storicamente si è imposta e la cui cifra è la particolare forma di personalismo sviluppata da Karol Wojtyla proprio negli anni del Concilio, che tiene insieme l’antico (s. Tommaso) e il nuovo (la fenomenologia di Scheler, opportunamente rivista). Da ultimo si sostiene nel volume che non soltanto è errata la tesi di chi ritiene che tutti i mali e gli errori della stagione postconciliare (che pure non sono mancati) siano imputabili al Concilio, essendo invece accaduti nonostante (e, in alcuni casi, contro) il Concilio; ma anche come e perché il Vaticano II sia più attuale oggi di ieri rappresentando, anzi, il miglior antidoto alla situazione di crisi in cui versano attualmente la Chiesa ed il mondo contemporaneo.
In sostanza Del Pozzo è convinto che non serve ne è utile vagheggiare un anacronistico ritorno alla Chiesa tridentina, né tanto meno auspicare un Vaticano III. Ma occorre tornare al Vaticano II e attuare il rinnovamento che ne è scaturito senza piegare i documenti alle proprie idee ed ai propri orientamenti. Secondo il card. Sarah, infatti, una “reale e autentica attuazione del Concilio piuttosto che programmi di riforma ecclesiale o percorsi sinodali dall’esito incerto, è il vero rinnovamento che la Chiesa da sempre persegue, cioè, la conversione e il ritorno a Cristo, ovvero la chiamata alla santità”.
*senatore di An