Scontri con la polizia e caccia ai “fascisti”: in Francia vanno in scena i “sinceri democratici”

11 Giu 2024 8:34 - di Viola Longo
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Scontri con la polizia, esercizi commerciali considerati legati ai “fascisti” presi d’assalto, alcuni pestaggi in strada. Ieri, mentre tra i francesi esplodeva quella che viene descritta come una “Bardella-mania”, gli antifascisti si sono radunati in manifestazioni in diverse città della Francia e hanno fornito la prova plastica di cosa significhi per loro essere dei “sinceri democratici”; poco prima i partiti di sinistra avevano annunciato la formazione di un “fronte popolare” con candidature uniche contro il Rassemblement National alle elezioni anticipate.

Le manifestazioni degli antifascisti in Francia contro il Rassemblement National

Le manifestazioni sono state indette dopo la vittoria di Marine Le Pen alle europee e il conseguente scioglimento dell’Assemblea nazionale da parte di Emmanuel Macron. A convocarle sono stati La France Insoumise (LFI), il movimento di sinistra radicale fondato da Jean-Luc Melenchon, e la Confederazione generale del lavoro (CGT), insieme all’Unione nazionale degli studenti e ai collettivi. Tra gli slogan più gettonati, “Tutti odiano i fascisti”; “Tutti odiano il Front national”, ignorando il percorso fatto da Marine Le Pen fino ad approdare al Rassemblement; “Tutti odiano Bardella”; “La gioventù dà fastidio ai nazisti”; “Fronte popolare”. In diverse città, poi, il coro “siamo tutti antifascisti” è stato levato in italiano.

Pochi partecipanti, molta violenza

La partecipazione è stata tutt’altro che elevata, si parla di poche migliaia di manifestanti in ciascuna città: Le Figaro riferisce di 3mila persone a Place de la République a Parigi. La polizia ha quantificato circa 2.200 partecipanti a Marsiglia, 2.500 a Rennes, circa 1.500 a Bordeaux e altri mille a Montpellier, Besancon e Nantes, 800 a Rouen. In compenso guerriglia e devastazioni sono stati di primo livello.

Scontri con la polizia a Parigi e “caccia al fascista” in diverse città

Nella Capitale circa 300 antifascisti in serata si sono spostati a Pigalle e hanno dato vita a scontri con la polizia, registrati anche in altre città. Episodi gravissimi si sono registrati poi in altre città, dove di fatto i centri sociali hanno dato vita a una vera e propria “caccia al fascista”, assaltando esercizi commerciali considerati legati alla destra o colpevoli di essere frequentati da “fascisti”. È successo ad Angers, a Bordeaux, a Lione, dove la polizia ha lanciato lacrimogeni per bloccare l’arrivo in una zona considerata di destra. A Tolosa la furia antifascista si è scagliata contro la cosa pubblica, con cassonetti dati alle fiamme e arredi urbani distrutti. A Nantes a dare fastidio è stata anche una bandiera della Francia appesa a un balcone e strappata dagli antifascisti. Prodezze di cui esiste un’ampia testimonianza in video rilanciati sui social, dove circolano anche i video di qualche pestaggio con il marchio degli antifascisti sovraimpresso.

 

Il “fronte popolare” dei partiti di sinistra contro Le Pen e Bardella

Tutto questo mentre i partiti della sinistra istituzionale lanciavano un “nuove fronte popolare” con candidature uniche per cercare di creare uno sbarramento contro il Rassemblement national alle elezioni anticipate indette da Macron. “I leader del partito lo hanno annunciato con un sorriso davanti a una folla di giovani manifestanti che chiedevano a gran voce un ‘fronte popolare’ davanti al quartier generale dei Verdi dove si sono svolti i negoziati”, si legge su Le Figaro. Poco dopo “la meglio gioventù” francese si è sentita in dovere e nella legittimità di scatenare per il proprio odio per le vie del Paese, indirizzato in realtà non contro il Rassemblement national, ma contro la volontà popolare che ha premiato Marine Le Pen e Jordan Bardella con il 32% dei consensi, oltre il doppio di Macron.

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