Salis a Strasburgo, Fratoianni frigna con Tajani: “Ora liberatela”. La Russa: “candidata solo per scarcerarla”

10 Giu 2024 17:37 - di Sara De Vico

Pochi dubbi sul risultato elettorale della coppia Fratoianni-Bonelli (vedere l’istantaneo dell’abbraccio di ieri alle prime proiezioni) dovuto principalmente alla candidatura di Ilaria Salis, capolista e portabandiera (dai domiciliari in Ungheria) della crociata antifascista senza se e senza ma (e senza fascismo). In nottata è un Nicola Fratoianni, raggiante e gongolante, accompagnato da Angelo Bonelli, ad annunciare l’elezione a europarlamentare della compagna Ilaria.

Ilaria Salis è eurodeputata e le polemiche continuano

“Si tratta di un risultato straordinario per noi, che si inserisce in un quadro dell’Europa molto preoccupante. La guerra porta nazionalismi e fiato alla destra. La nostra proposta è stata premiata”. Che cosa succede ora alla professoressa antifà arrestata in Ungheria con l’accusa di aver pestato alcuni manifestanti di estrema destra? “Questo dovremo chiederlo al ministro Tajani”, dice il padre Roberto ai giornalisti. Che durante la campagna elettorale non ha lesinato critiche al governo con verve militante e barricadera. “Adesso – ha detto – sarà il momento di capire come le istituzioni italiane si adopereranno per far sì che finalmente la volontà dei cittadini italiani sia rispettata come si deve”.

Tajani: dopo la proclamazione la notificheremo all’Ungheria

E la risposta del ministro degli Esteri arriva nel corso della conferenza stampa di commento al voto. “Io non ho l’autorità di far liberare Ilaria Salis. Tocca a noi e al Parlamento europeo notificare all’autorità ungherese l’elezione di Salis a deputato europeo. Poi dovrà essere soprattutto il Parlamento europeo a intervenire perché ci sia la possibilità per lei di partecipare all’Assemblea”, così Tajani ai giornalisti. “Noi notificheremo alle autorità ungheresi che è stata eletta, ma dobbiamo aspettare la proclamazione”.

Parole che, neanche a dirlo, a Fratoianni e Bonelli non bastano. “Il ministro Tajani non si limiti alle risposte burocratiche e mostri rispetto del ruolo che ricopre”, dice il primo smanioso di rinfocolare la polemica. “Dopo la richiesta delle autorità ungheresi si faccia subito tutto quello che è necessario per consentire a Ilaria Salis di rientrare al più presto in Italia”. Bonelli non è da meno e dà al ministro degli Esteri del Ponzio Pilato. “Tajani si nasconde. Noi gli abbiamo chiesto che comunichi all’autorità giudiziaria ungherese l’elezione di Ilaria Salis, anche perché nei giorni scorsi ha ricevuto minacce e non vorrei crescessero. Non si può attendere proclamazione degli eletti, chiediamo che venga liberata il più rapidamente possibile”.

La Russa: è una candidatura per farla scarcerare

Di parere diverso il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Quella della Salis è una candidatura per far scarcerare una persona. Si tratta di qualcosa che non appartiene alla democrazia, ma dal loro punto di vista era un elemento propagandistico da usare”. La seconda carica dello Stato non è sorpreso dalla notizia. “Nell’ultimo giorno di campagna elettorale mi hanno chiesto un sondaggio e avevo detto che andrà bene Fdi, andrà bene Schlein. E avevo aggiunto che non ci sarebbe stato dubbio che sarebbe stato premiato il partito della Salis”. Poi conclude: essendo stata eletta bisogna consentirle di partecipare ai lavori”.

Cosa prevede il protocollo europeo

Adesso Ilaria Salis dovrebbe essere scarcerata e il processo che la vede imputata sospeso. Questo secondo quanto prevede il Protocollo 7 sui Privilegi e le immunità dell’Unione europea. Nell’articolo 9 si dice che “i membri dell’Europarlamento possono beneficiare, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del Parlamento del loro Stato”. E non possono, “sul territorio di ogni altro Stato membro, essere detenuti né essere oggetto di procedimenti giudiziari”. Stando a quanto sostengono gli avvocati di Salis la norma è retroattiva. Secondo fonti di Bruxelles però la libertà per Salis non è automatica: potrebbe infatti aprirsi un contenzioso tra l’Ungheria le istituzioni europee.

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