Superbonus, Fazzolari: “Il governo ha salvato i conti dal disastro. Disonesto dare la responsabilità a Meloni”

8 Mag 2024 16:15 - di Adriana De Conto
Superbonus Fazzolari

Il Superbonus, ovvero una voragine che ha prodotto disastri. Una misura che in commissione Finanza al Senato il ministro Giancarlo Giorgetti ha definito  “una valanga, come nel Vajont”. Un’ immagine forte. Il governo detta, pertanto, la linea, cercando di arginare gli effetti del provvedimento grillino: spalmare i crediti derivati da lavori di Superbonus da quattro a dieci anni “sarà un obbligo”, ha detto il ministro dell’Economia, dopo aver partecipato ai lavori della commissione finanze del Senato, proprio sul decreto Superbonus. Arriva inoltre una stretta su nuove deroghe al blocco delle cessioni, proposte dai parlamentari con gli emendamenti al decreto 39/2024 in conversione a Palazzo Madama. L’esecutivo è impegnato fin dal suo insediamento a riparare al disastro che il Superbonus sta producendo sui conti pubblici, inguaiando le prossime leggi di Bilancio. 

Superbonus Fazzolari: “E’ disonestà intellettuale dare la responsabilità al governo Meloni”

E’ bizzarro e “disonesto intellettualmente” che sia partito da qui il solito tiro al piccione contro il governo Meloni, in cerca delle polemica di giornata. Il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari è risentito e allibito da alcune ricostruzioni fantasiose che addebitano all’attuale esecutivo i disastri della misura. “Il governo ha salvato i conti dal disastro Superbonus. Surreali le ricostruzioni che danno responsabilità a Meloni”. Interpellato telefonicamente dall’Ansa, il sottosegretario ha ribadito l’assurdità delle ricostruzioni: “Oggi leggo la surreale ricostruzione secondo la quale il disastro Superbonus sarebbe responsabilità di Giorgia Meloni. Una barzelletta che non fa ridere. Dovrebbe oramai essere palese a tutti che se il governo Meloni non fosse intervenuto tra i primissimi provvedimenti per fermare la falla del Superbonus, oggi i conti sarebbero in enorme sofferenza”.

Fazzolari: “Se non fossimo intervenuti a fermare la falla, i conti sarebbero in sofferenza”

“E’ bizzarro che invece di riconoscere questo dato oggi ci sia chi a sinistra prova invece a nascondere i meriti del governo. Che ha salvato i conti e prova anzi a dare una responsabilità su questo disastro al governo”. Tra i primi a sciacallare sul peso che le casse dello Stato dovranno sopportare è proprio colui che dovrebbe tacere, Giuseppe Conte. Le sue dichiarazioni sono spudorate. “Oggi è una pagina nera per il governo, finalmente i giornali hanno iniziato a fare un po’ di conti e a scoprire quello che noi dicevamo da tempo, nonostante ci fosse una campagna di menzogne del governo”. Come se non fosse stato lui lo sponsor primario del Superbonus. “Giorgia Meloni cerca un capro espiatorio”, straparla il capo dei Cinquestelle.  E allude comicamente ai “provvedimenti groviera”   che il governo ha fatto. I “buchi” al groviera sono tutti opera dei Cinquestelle. E senza quei provvedimenti del governo il disastro sarebbe ancora più ampio. Chiosa Fazzolari: “Come per qualunque legge, gli effetti si vedono successivamente. Dire che la colpa è di chi sta subendo gli effetti di una legge fatta prima”, con il governo Conte II, “è disonestà intellettuale”.

Fazzolari: “La sinistra prova a nascondere i meriti del governo”

A Conte andrebbe rinfrescata la memoria. Mario Draghi quando era al governo si era reso conto che bisognava  modificare la norma sulle verifiche (Decreto antifrode). “E con la legge di bilancio 2022 propose di rivedere il provvedimento. Lo ricorda Milena Gabanelli nel Dataroom sul Corriere della Sera. “il Superbonus ha un costo troppo alto, favorisce i ricchi e ha un effetto distorsivo, a cominciare da un forte aumento dei prezzi dei componenti legati alle ristrutturazioni. Draghi propone – si legge nelle ricostruzione- per le case unifamiliari di limitare il bonus ai proprietari con un Isee sotto i 25 mila euro”. Chi insorse minacciando la crisi di governo? “I Cinquestelle, ideatori della misura e principale forza politica a sostegno del governo”. Fecero muro. Ecco, tacere sarebbe meglio. Insomma, per tornare al paragone col Vajont, quando il governo meloni entrò in carica, la valanga era già partita. Il governo è impoegnato a evitare che produca disastri ancor più ampi. Parlando con i cronisti al termine dell’intervento in commissione Finanze, il ministro Giorgetti ha messo in chiaro: “Il governo si assume la responsabilità di presentare il suo emendamento“.

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