Senatori a vita, Malan: “È un retaggio della monarchia, sono basito dalla crociata della sinistra”

24 Mag 2024 13:15 - di Sara De Vico

“Un’assemblea elettiva deve essere composta da persone scelte dagli Italiani. Si può superare un sistema che ripercorre i tempi della monarchia, quando il Senato era di nomina regia». Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama, intervistato dal Tempo, rispedisce al mittente l’ultima crociata per i senatori a vita della sinistra. Che vorrebbe raddoppiarli passando da 5 a 10.

Senatori a vita, Malan: è un eredità della monarchia

Innanzitutto bisogna riavvolgere il nastro al varo della riduzione del numero dei parlamentare, ‘riforma’ incompleta secondo Malan. “All’epoca non si toccò affatto il numero dei senatori a vita. Fu un errore. Ed oggi sono, in proporzione, assai più numerosi che nel recente passato. Con tutto il rispetto per le figure di prestigio, se si viene in Aula due volte in dieci anni in Parlamento, è evidente che l’apporto dato sia assai limitato”.

Sorprende la difesa a oltranza delle opposizioni

L’arroccamento delle opposizioni, dal Pd ai 5Stelle, andato in scena durante il dibattito sul premierato, è a dir poco sorprendente. “All’inizio – spiega Malan – ho visto questi emendamenti solo in un’ottica ostruzionistica. Poi ho ascoltato le argomentazioni e, onestamente, sono rimasto basito”.  Prendiamo il Movimento 5Stelle, che oggi difende a spada tratta la figura del senatore a vita, il capogruppo di FdI ricorda quando l’allora capo politico, Vito Crimi, presentò un disegno di legge per l’abolizione dei senatori a vita, bollati come inutili.

Quando i 5Stelle volevano abolirli

E che dire del Pd di Elly Schlein? “L’emendamento 1.23 prevede che il presidente della Repubblica possa nominare ben dieci senatori a vita. Una proposta assai simile a quella 1.1007, presenta da Avs”. Riflettori puntati anche sui lavoro parlamentari per la modifica costituzionale e la riforma del premierato. “La maggioranza chiederà che il voto finale sia espresso martedì 18 giugno. Verrà così riservato un ampio spazio alla discussione, oltre 30 ore per il dibattito, per questa prima lettura oltre a quelle già svolte”, spiega Malan smentendo il racconto dell’opposizione che grida al blitz del centrodestra.

Premierato, hanno paura che Meloni passi alla storia

“Questa idea che la Costituzione sia intoccabile la sinistra la millanta quando c’è il centrodestra in maggioranza. Con Renzi la Carta poteva essere modificata eccome. Mi piace ricordare come l’articolo 138 non sia stato scritto né da Silvio Berlusconi né da Giorgia Meloni, ma dai nostri padri costituenti”. Malan non crede che l’ostruzionismo sia dovuto alla declamata paura di un rigurgito fascista o dell’uom solo al comando. Ma alla concreta consapevolezza che, se venisse approvata, il governo Meloni passerebbe alla storia. “C’è poi anche un altro elemento: loro sperano che il referendum possa rappresentare un momento di difficoltà per il centrodestra. E una sorta di rivincita dopo un numero interminabile di sconfitte elettorali”.

Referendum, la sinistra agiterà il babau dell’autoritarismo

La sfida del referendum necessita una grande mobilitazione, sottolinea il presidente dei senatori del partito della premier. “Indispensabile per spiegare bene la riforma. La sinistra agiterà il babau dell’autoritarismo, lo sappiamo bene. Non sarà, in ogni caso, un referendum sull’attuale governo. Questa insistenza della sinistra, che va in giro raccontando come la Meloni voglia il potere assoluto, è figlia della loro consapevolezza di perdere anche le prossime elezioni politiche”.

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