Scintille tv e via social tra Paglia e Vannacci: hai macchiato l’uniforme. La replica: un fuoco di… paglia (video)

7 Mag 2024 15:20 - di Giulia Melodia
Vannacci Paglia

È un vibrante scontro a distanza quello registrato con un serrato botta e risposta tra il generale Roberto Vannacci e il tenente colonnello Gianfranco Paglia, consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto. Una contesa sul filo dei paradossi e delle accuse incrociate (sostenute o rinnegate) che, partito in tv – nello studio di Zona Bianca su Rete 4 – è proseguito in queste ore sui social. Tornando a far esplodere – tra affermazioni dirette e facili calembour – una polemica che cova da tempo. E non proprio sotto la cenere…

Botta (tv) e risposta (social) tra Vannacci e il tenente colonnello Paglia

Ma partiamo da dove tutto è cominciato. Nel corso dell’approfondimento tv di Zona Bianca su Rete4, Paglia ha espresso disappunto per il libro di Vannacci sostenendo che il pensiero del generale non è quello della Difesa. Siamo lontani anni luce», ha affermato con nettezza il tenente colonnello (clicca qui per vedere uno dei passaggi del suo intervento a Zona Bianca dal Tgcom24). La replica di Vannacci non si fa attendere. E arriva via social. «Non ho visto la tv ma mi faccio una domanda: parlando in Uniforme esprimeva un suo parere personale o quello dell’Istituzione a cui appartiene? Perché io, per aver scritto un libro a titolo personale nel mio tempo libero, sono stato accusato e sospeso anche per aver suscitato l’associazione tra l’autore e le idee dallo stesso espresse all’Istituzione di appartenenza! Ma non mi preoccupo… si tratta di un fuoco di Paglia!», ha postato Vannacci sui social ricorrendo a un facile un gioco di parole…

Paglia: « Il mio dovere è spiegare all’Italia tutta che il pensiero Vannacci non è il pensiero della Difesa»

Ma entriamo ancora di più nel dettaglio del botta e risposta. A Zona Bianca, su Rete 4, l’ufficiale in sedia a rotelle per le ferite riportate in battaglia, capitano del gruppo sportivo paralimpico della Difesa, ha espresso disappunto per il libro di Vannacci. E prendendo le distanze della Difesa dalle posizioni esplicitate dal  generale, sospeso dal servizio e ora candidato con la Lega alle Europee, ha tenuto a sottolineare: con il suo libro «ha macchiato l’uniforme, e noi militari non possiamo permettercelo. Il mio dovere è spiegare all’Italia tutta che il pensiero Vannacci non è il pensiero della Difesa».

La replica di Vannacci sul filo del calembour (e non solo)

Ma non è tutto. Perché nel corso del programma in cui è stato ospite, Paglia su Vannacci ha anche rimarcato: «Non per niente è stato sospeso per 11 mesi. Perché i suoi discorsi sono stati divisivi per tutti. A noi non interessa ciò che i nostri soldati fanno in camera da letto, o che colore di pelle hanno. Ciò che conta è servire il Paese nel miglior modo possibile. Onorare il giuramento alla Repubblica».

Aggiungendo in calce al suo ragionamento: «Penso che lui si sia proprio perso, e questo è triste», ha sottolineato ancora il consigliere di Crosetto. «Sappiamo benissimo che non avrebbe raggiunto la terza stella, questo potrebbe essere uno dei motivi secondo la mia idea. Sono scelte personali che vanno rispettate. È come ci si arriva. Ci sta, pure io ho fatto il politico. Però quando il presidente Fini mi chiese di intraprendere la campagna elettorale con loro, per prima cosa chiamai il mio capo di Stato maggiore. Poi lo dissi a mia moglie. Sono un soldato: così ci si comporta».

Paglia: «Noi che indossiamo l’uniforme dobbiamo prendere le distanze»

E ancora. Vannacci, ha proseguito Paglia, è stato «sospeso perché ha scritto un libro e non era autorizzato, con argomenti divisivi, di tutto rispetto per le sue idee ma non per le nostre. In 31 anni non ho mai visto una sospensione del genere». E infine: se Vannacci venisse eletto al Parlamento europeo, «per noi sarebbe una buona cosa. Non credo lui meriti di tornare a indossare l’uniforme. Ma lo ha detto anche Vannacci. Ora si sta facendo fare i conti per vedere se andare in pensione oppure no. Tutto legittimo, semplicemente noi che indossiamo l’uniforme dobbiamo prendere le distanze».

Monta la polemica social

Apriti cielo. Perché sulla diatriba, nelle scorse ore, hanno preso a intervenire diversi esponenti militari, compreso un altro tenente colonnello che ha replicato sulla vexata quaestio via Facebook, pubblicando una lettera rivolta a Paglia che in sostanza sosteneva che «le verità parziali non sono verità». Una sollecitazione a cui ha provveduto a rispondere direttamente l’Aspmi (Associazione Sindacale Professionisti Militari) che, esprimendo la propria totale solidarietà al tenente colonnello Gianfranco Paglia, «attaccato sui social nelle ultime ore da alcune decine di utenti che hanno formulato commenti ingiusti e gravemente offensivi dovuti alla sua partecipazione a una trasmissione televisiva su Mediaset» ha voluto stigmatizzare «vicinanza e solidarietà al collega decorato con la massima onorificenza italiana, la Medaglia d’Oro al Valor Militare».

La solidarietà dell’Aspmi a Paglia per gli attacchi social

E, al tempo stesso, fare chiarezza e ricordare chi è Gianfranco Paglia: «Innanzitutto un soldato di straordinario valore, che per salvare dei commilitoni feriti, ancora sotto fuoco nemico nel corso di una battaglia in Somalia, detta del ‘Pastificio’, è stato ferito gravemente, rischiando la vita e perdendo l’uso delle gambe». Un uomo che, «nella sua “successiva” vita, da soldato del Ruolo d’onore, si è battuto per i diritti dei militari, per promuovere lo sport paralimpico. E i diritti dei disabili militari e delle loro famiglie. Portandolo a essere nominato, sin dal 2013, consigliere del Ministro della Difesa “per le iniziative volte a valorizzare, in ambito sportivo, il personale militare affetto da disabilità e per le tematiche connesse al reinserimento nel mondo del lavoro”. (Incarico che svolge a titolo gratuito, senza alcuna indennità)».

«Lui, modello per tutti i militari»

E, infine, un uomo e un militare, Gianfranco Paglia, che – conclude l’Aspmi – «ha mantenuto questo incarico con tutti i Ministri della Difesa italiani avvicendatisi nell’incarico dal 2013 ad oggi. Esponenti di tutti gli schieramenti politici (onorevoli Mauro, Pinotti, Trenta, Guerini, Crosetto). Quando si parla, quindi, della Medaglia d’Oro Gianfranco Paglia, si parla di un soldato. E di un uomo, per il quale parlano chiaramente la sua storia e i suoi valori».

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