Puglia, ora Emiliano si aggrappa al rimpastino. FdI: ridicolo, se ne deve andare”

24 Apr 2024 17:42 - di Redazione

La chiamano operazione moralità ma il mini-rimpasto nella giunta Emiliano è soltanto l’ultimo imbarazzante rattoppo di una situazione ormai insostenibile sotto i colpi delle inchieste sullo scandalo pugliese che si ingrossa di ora in ora. Il potente governatore, che presto sarà audito in commissione Antimafia dopo le dichiarazioni del suo ex assessore Pisicchio, gioca a risiko con gli assessori pur di non fare un passo indietro. Nessun azzeramento, dunque, ma l’ingresso di tre nuovi assessori (donne) e la rimozione di due assessori.

Scandalo Puglia, rimossi due assessori esterni

Due gli assessori esterni, di fatto obbligati alle dimissioni e rimpiazzati a tempo di record. Ieri sera l’assessore alla Sanità Rocco Palese, un passaggio ampiamente atteso per assecondare il piano di “salvataggio”. “Considerata l’attuale situazione politica, ho ritenuto opportuno formalizzare le mie dimissioni da assessore, anche nella speranza che questo possa favorire una più rapida soluzione che consenta al governo regionale di riprendere e continuare a lavorare per il bene dei cittadini pugliesi”. Così l’agnello sacrificale dopo i ringraziamenti di rito al presidente della Regione per fare spazio ai nuovi arrivi di “alto profilo” richiesti dal ‘moralizzatore’ Conte all’amico Emiliano.

E la chiamano operazione moralità

Poi la rimozione dell’assessora (sempre tecnica ma ritenuta vicino a Fratoianni) all’Ambiente e al ciclo dei Rifiuti, Anna Grazia Maraschio. Che su Facebook affila le armi. “Quindi l’operazione moralità e legalità della giunta regionale pugliese si esaurisce, in sostanza, con la fuoriuscita della sottoscritta. Questo è il segnale di discontinuità che si vuole far passare. Rispondo con un sorriso”. Parole dure quelle di Maraschio che non è coinvolta in alcuna inchiesta giudiziaria, seguite dal rifiuto di entrare nello staff del governatore come le è stato proposto, “tra galleggiare e navigare, ho sempre scelto la seconda opzione nella mia vita, con il vento in poppa e libera da condizionamenti”. Non l’ha presa bene Sinistra italiana che parla di “farsa” e denuncia l’espulsione  dell’unica “vera voce critica”.

Emiliano nomina tre nuovi assessori (donne)

Sono tre in totale i nuovi assessori nominati da Emiliano: Serena Triggiani, con delega all’Ambiente, Ciclo rifiuti e bonifiche e Parchi. Viviana Matrangola, con delega a Cultura, tutela e sviluppo delle imprese culturali, e Debora Ciliento ai  trasporti e alla mobilità sostenibile va, invece, Debora Ciliento.

FdI: minirimpasto ridicolo. Ora i pugliesi giudicheranno

“Emiliano non solo non si è dimesso, ma ha dato vita a un mini rimpasto senza logica. Ma di questo avremo modo di parlarne quando la mozione di sfiducia, che abbiamo depositato oggi come preannunciato, sarà discussa in aula. Noi ci auguriamo che avvenga il prima possibile, vale a dire il prossimo Consiglio convocato per il 7 maggio. È qui che il presidente Emiliano dovrà dar conto non al centrodestra ma ai cittadini pugliesi”. Così Francesco Ventola, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Puglia, a nome anche degli altri consiglieri.

FI: solo un giro di poltrone, la montagna ha partorito il topolino

Non meno tranchant il giudizio dei consiglieri pugliesi di Forza Italia. “Ieri c’è stato il mini rimpasto di Giunta: un giro di poltrone richiesto dalla Schlein all’indomani dell’ultimo caso giudiziario. Le richieste del segretario del Pd ad Emiliano erano chiare, ne hanno parlato tutti i giornali per giorni. Emiliano ha sostituito l’assessore Rocco Palese e l’assessore Anna Grazia Maraschio. Con tutta evidenza, la montagna ha partorito il topolino”. Così in una nota  Paride Mazzotta, Napoleone Cera, Paolo Dell’Erba e Massimiliano Di Cuia.  “La sostituzione di Palese ha ragioni chiare – spiegano – risponde alla richiesta di ripristinare un perimetro di coalizione preciso. La sostituzione dell’assessore Maraschio, invece, resta un mistero. Emiliano a riguardo non ha dato alcuna spiegazione, ma secondo noi sarebbe il caso di vederci chiaro. E, soprattutto, di domandare alla Schlein: è soddisfatta di questo rimpasto? Ritiene che le sue richieste siano state esaudite?”.

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