Facci si fa beffe dei neopartigiani riuniti da Giannini nel gruppo “Bella chat”: migliaia e migliaia? Sono solo 900 su invito

27 Apr 2024 12:34 - di Francesco Severini

L’annuncio aveva chiuso il programma di Ottoemezzo del 25 aprile. Sollecitato da Lilli Gruber il giornalista Massimo Giannini aveva annunciato trionfante di avere ricevuto migliaia di adesioni ad una chat su whatsapp appositamente creata per ribadire il concetto “Ora e sempre Resistenza”. La società civile che si mobilita, l’altra Italia, Giannini futuro capo partito, sviolinate e entusiasmo alle stelle.

Piroso: migliaia e migliaia? Sono solo 900

Su vari giornali stamane il bel sogno si è infranto sulla realtà: il partigiano Giannini – scrive Il Foglio – ha pensato di avere creato un nuovo Cln con una notifica su whatsapp. Molti nomi sono stati aggiunti, infatti, e non hanno aderito proprio a nulla. Tra questi Antonello Piroso, che spiega che su whatsapp un gruppo con migliaia e migliaia di persone non si può fare. A 1024 membri ti devi fermare.

Facci: gli amichetti di Giannini si sentono i nuovi resistenti

Filippo Facci, sul Giornale, dopo avere visionato i messaggi, abbonda in sarcasmo. “Nella «chat» antifascista di cui andiamo a parlare c’è chi l’aveva previsto: è Aldo Cazzullo, oracolare collega che il 25 aprile, in un listone di WhatsApp, già avvertiva tutti: «Gli iscritti a questa chat sono palesemente destinati a una lista di proscrizione». Aveva ragione: qui volano manganelli e la lista rischia di inceppare giovani promesse come Carlo De Benedetti, Romano Prodi, Massimo D’Alema, in particolare il giornalista Massimo Giannini (ideatore della chat, consacrato come futuro capo partito) più altri come Giuseppe Sala, Stefano Bonaccini, Pierluigi Bersani, Bruno Tabacci, Fausto Bertinotti, Valter Veltroni, Marco Follini, Elsa Fornero, Roberto Zaccaria; e poi astri nascenti del giornalismo come Bianca Berlinguer, Sigfrido Ranucci, Massimo Gramellini, Concita De Gregorio, Sergio Rizzo, Luisella Costamagna, Corrado Formigli, Giovanni Floris, Donata Scalfari, Francesca Fagnani, Mario Orfeo, Andrea Vianello, tanti altri da noi già segnalati all’Ovra“.

Antifascisti sì, ma litigiosi sulle colpe della sinistra

Ma soprattutto Facci racconta che dopo l’iniziale entusiasmo e la professione di antifascismo degli aderenti i nuovi resistenti cominciano subito a litigare. Comincia Moni Ovadia: «Caro Massimo, questo patrimonio è stato disperso da una falsa pseudosinistra che ha abbandonato il valore della radicalità nel difendere i principi inderogabili come l’antifascismo per diventare piaciona e salottiera. E da questa finta sinistra non c’è da aspettarsi nulla di buono se non fare ammucchiate di governi non legittimati o lasciare il paese in mano alla destra». La lite prosegue finché Giannini non si mette a fare da paciere: «Amiche ed amici, non so cosa sarà di questo bel gruppo, ma per favore evitiamo di trasformarlo in un altro sfogatoio di mutui di rancori». “Bravo – conclude Facci –  si meritava l’elogio di Carlo De Benedetti: «Giusto Massimo!»”.

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