Bari, l’omicidio di Lello Capriati alza il velo sulle guerre tra clan. FdI: “Smontato il racconto della sinistra”

3 Apr 2024 14:30 - di Natalia Delfino
bari capriati

Non un caso isolato, ma il segnale di un possibile ritorno a una guerra tra clan. L’omicidio di Lello Capriati, nipote del boss Antonio, avvenuto nei giorni scorsi nella frazione di Torre a Mare, a Bari, fa temere un balzo indietro nel tempo per la città. E instilla il sospetto che la criminalità organizzata, più che arretrata, fosse sopita, in attesa di una scintilla per riaccendersi. Uno scenario che si intreccia, inevitabilmente, con l’avvio dell’iter per capire se il Comune debba o meno essere sciolto per mafia.

Foti: “Il racconto della sinistra stride con la realtà”

“Il racconto delle sinistre su Bari ‘città sicura’ stride con la realtà dei fatti. A pochi mesi dalla rielezione del sindaco, si profila infatti una possibile guerra tra clan, terrore diffuso in città e sicurezza dei cittadini messa in discussione”, ha commentato il capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, per il quale “se l’omicidio di Lello Capriati rischia di riaprire la stagione delle liti tra clan, allora vuol dire che il fuoco non era stato spento, ma covava sotto la cenere”. “La questione dell’invio della Commissione e i 130 arresti non erano un ‘atto di guerra’ del ministro Piantedosi nei confronti di alcuno, come si erano affrettati a gridare Emiliano, Decaro e le sinistre. Il fatto è che le ostilità tra bande c’ era già, semplicemente si voleva negare l’evidenza”, ha concluso Foti.

Colosimo: “L’agguato a Capriati a Bari non è un caso isolato”

Del caso ha parlato la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, spiegando che una nuova guerra di mafia a Bari “è un mio sospetto, ma è anche quello che emerge dal lavoro degli inquirenti, perché il caso dell’agguato a Capriati non è un caso isolato, ma avviene dopo altre due tentativi di agguato nei giorni precedenti a Pasqua”. “Da un lato”, ha proseguito Colosimo, intervistata dall’Adnkronos, la situazione nel capoluogo pugliese “vede il ritorno di Capriati, appena uscito di galera, sulle piazze di spaccio, e dall’altro registra come su quelle piazze ci fosse già il clan rivale, quello degli Strisciuglio”. “Questo ovviamente preoccupa, perché – ha sottolineato Colosimo – sappiamo che quando certi equilibri si alterano accadono le cose che abbiamo visto, ma consentitemi anche di dire che per chi fa indagini è un ottimo momento, perché fin quando le guerre sono sommerse e silenti è più difficile trovare le prove, in questi casi purtroppo è più facile e si può andare avanti più velocemente su alcuni fronti”.

La Commissione pronta a sentire Decaro ed Emiliano

Colosimo poi ha anticipato che la Commissione dovrebbe avviare le audizioni ad aprile e che “l’audizione del sindaco Decaro e del governatore Emiliano sono state richieste e verranno sicuramente calendarizzate, perché io cerco di venire incontro alle esigenze di tutti e fare il lavoro più ampio possibile”. “Quindi sicuramente sono tra le persone che verranno sentite, anche se – ha precisato la presidente della Commissione Antimafia – devo fare una specifica: su Emiliano l’audizione richiesta non è attinente all’indagine in sé per sé”, perché il nome del governatore “non risulta in nessuna carta, ma è più una questione che attiene la Commissione per via delle dichiarazioni fatte”.

Le prime ipotesi sull’omicidio di Lello Capriati

Secondo le prime indagini l’omicidio di Capriati potrebbe essere maturato nell’ambito delle tensioni già esistenti tra clan, specie per il comportamento degli esponenti più giovani nelle notti della movida, o come vendetta per un episodio di pochi giorni prima, quando due ventenni sono stati feriti in un quartiere sotto il controllo del clan Strisciuglio. Dopo l’omicidio di Capriati lo stesso sindaco Decaro ha parlato di “fatto gravissimo”, chiedendo “la massima attenzione” a prefetto e questore, perché “la città non può vivere nel terrore dell’attesa di un regolamento di conti tra clan”. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà giovedì in Prefettura, dove è a lavoro la Commissione del Viminale che sta valutando l’ipotesi di scioglimento.

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