Valditara zittisce una “scandalosa” sinistra: classi ghetto? Una sciocchezza colossale. Ecco perché

30 Mar 2024 13:08 - di Bianca Conte
Valditara classi ghetto

In un panorama in cui, nelle scuole, il sacrosanto principio dell’inclusività viene sbandierato a man bassa ma poi utilizzato a seconda del credo di dirigenti e docenti, a corrente alternata, succede anche che un ministro della Repubblica che, come da competenza, indica la linea politico-ministeriale venga volutamente frainteso e “corretto” da chi vuole semplicemente speculare su un tema ai primi posti all’ordine del giorno dell’azione di governo. Ma tant’è, e con buona pace di urlatori a caccia dell’untore e stregoni pronti a improvvisare la magica ricetta, il titolare del dicastero dell’Istruzione detta la linea e ribadisce il principio di fondo alla base del piano dell’esecutivo: evitare le classi con un’eccessiva presenza di studenti stranieri per favorire una vera integrazione e mettere tutti gli alunni che frequentano la scuola italiana in condizione di non sentirsi ghettizzati.

Scuola, Valditara rispedisce al mittente le speculazioni della sinistra: «No a classi ghetto»

Dunque, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, è tornato a illustrare la “direzione” nella quale «intendiamo muoverci» con interviste ai Tg (ieri ai microfoni ha risposto al Tg1) e post sui social, che arrivano sull’onda lunga del dibattito scaturito intorno alla scuola di Pioltello, ma che ribadiscono un’idea già più volte espressa in passato dal titolare dell’Istruzione: favorire l’inclusione e l’integrazione e contrastare in modo netto le discriminazioni. anzi, di più: «Evitare la formazione di ghetti etnici che allontanano l’integrazione e favoriscono la dispersione scolastica»: perché è questo, netto e chiaro, l’obiettivo dichiarato e ribadito più e più volte in questi ultimi giorni dal ministro Valditara, in merito all’intenzione di porre un tetto ai bambini stranieri in ogni classe.

Il ministro, ma quali classi ghetto: «L’obiettivo è integrare e ridurre la dispersione»

Non solo, soffermandosi sulle polemiche pretestuose sorte in seno all’opposizione, Valditara in un’intervista al QN, precisa anche: «È alla sinistra che stanno bene le classi ghetto, non a noi». E nella stessa occasione giornalistica il ministro replica poi anche alla Schlein, che lo ha accusato di voler sbattere fuori dalle classi i bambini nati da genitori stranieri: «Una sciocchezza colossale. Occorre una più equilibrata distribuzione degli studenti stranieri fra le varie classi. Una maggiore comunicazione fra scuole. Un coordinamento degli uffici scolastici regionali. E una intesa con i comuni per l’organizzazione di scuola bus».

Valditara al contrattacco zittisce Schlein e compagni: la loro solo «propaganda demagogica»

Valditara non incassa le recriminazione arrivata da sinistra, e contrattacca nel merito. Per esempio, rispetto al nodo del potenziamento obbligatorio, per cui si è parlato di ghetti rievocando le classi differenziali, il ministro replica sul punto: «Propaganda demagogica – assicura –. Tutti i bambini verranno iscritti alla medesima classe». E rispondendo e smascherando la sinistra che urla allo scandalo e alla discriminazione, Valditara sottolinea anche: «È grave che ci siano forze politiche disinteressate a questo problema, impegnate piuttosto a fare propaganda strumentale e mistificante. È scandaloso che alla sinistra non interessi il fatto che l’Istat certifichi una dispersione scolastica per gli stranieri pari al 30,1% e per gli italiani pari al 9,8%».

Valditara replica a polemiche strumentali e imprecisioni, sinistra “scandalosa”: vi spiego perché

E ancora, prosegue il ministro: «È scandaloso che alla sinistra non interessi che uno straniero abbia una percentuale di insuccesso scolastico superiore del 22% a quella di uno studente italiano. E che nelle scuole delle periferie delle grandi città del Nord, ad alta percentuale di stranieri, il rendimento scolastico, soprattutto in italiano e matematica, sia di molto inferiore a quello della media della Regione. La stessa scuola di Pioltello, che pure va meglio di altre, testimonia una penalizzazione notevole rispetto alla media lombarda».

L’annuncio di nuove misure (e risorse) destinate a potenziare lo studio dell’italiano per gli stranieri

Non solo. Sempre sul punto, a stretto giro il ministro aggiunge anche: «Chi avrà bisogno di rafforzare lo studio dell’italiano, perché completamente a digiuno della nostra lingua, seguirà corsi di potenziamento in apposite classi ovvero, a discrezione della scuola, con lezioni pomeridiane di approfondimento. A differenza di oggi il potenziamento extracurricolare sarà obbligatorio. Per raggiungere tale fine stiamo programmando una formazione apposita per gli insegnanti e un investimento specifico di risorse». Perché, conclude il ministro Valditara rivendicando sforzi, validità e lungimiranza dell’impegno messo in campo, «la nostra sfida è quella di realizzare una vera integrazione che passi anche attraverso l’assimilazione dei valori costituzionali. Dei principi fondamentali della nazione italiana. Perché gli stranieri possano sentirsi veramente italiani e, come tutti gli italiani, abbiano le stesse opportunità di successo formativo». E non serve davvero aggiungere altro.

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