Pnrr, Fitto: “Fiumi di parole su tagli che non ci sono stati. Dall’Italia migliore performance nell’Ue”

14 Mar 2024 16:51 - di Federica Parbuoni
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L‘Italia ha registrato “la migliore performance nel confronto con gli altri Stati membri”. A dirlo è stato il ministro Raffaele Fitto nel corso delle comunicazioni alla Camera sullo stato di attuazione del Pnrr. Non si tratta però di un giudizio autoreferenziale: a certificarlo, infatti, è stata la Commissione Ue, nel “rapporto di medio termine che ha presentato a fine febbraio”, ha ricordato il ministro, sottolineando che si tratta di un “rapporto indipendente che ci aiuta a comprendere lo sforzo compiuto fino a oggi” e di “un risultato importante che non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza”.

Fitto: “Fiumi di parole sui tagli al Pnrr, che però non ci sono stati”

Fitto ha spiegato che l’interlocuzione “molto positiva con la Commissione Ue” è “alla base dei risultati raggiunti” dall’esecutivo sul Pnrr. Una notazione non banale, considerate le critiche, tanto pregiudiziali quanto ampiamente smentite dai fatti, nei confronti del governo e della sua capacità di farsi ascoltare in Europa. La revisione del Pnrr era “tra gli obiettivi del governo”, ha sottolineato Fitto, ricordando che “si è discusso non poco sul fatto che questa revisione non fosse possibile ma noi abbiamo deciso con forza di portarla avanti”. Ci sono stati “fiumi di parole sui tagli” delle risorse previste dal Pnrr, “ma non c’è stato nessun taglio“, ha quindi proseguito, ribadendo che da parte dell’esecutivo c’è stata solo una rimodulazione delle risorse. Un’operazione “necessaria e fondamentale”.

L’auspicio di un “dibattito costruttivo”

“Mi auguro che nei prossimi mesi ci possa essere un dibattito costruttivo. Riuscire o meno in questo risultato non è una riuscita del governo Meloni ma dell’Italia”, ha aggiunto il ministro, soffermandosi sul fatto che la spesa delle risorse previste dal Pnrr rappresenta “un tema critico sul quale stiamo lavorando”. “Nei prossimi mesi si avranno risultati”, ha assicurato Fitto, richiamando anche il fatto che nel 2021-22 sono stati spesi 24 miliardi di euro e nel 2022-2023 21 miliardi.

Fitto illustra la visione complessiva del governo su Pnrr e politiche di coesione

Il ministro, quindi, ha anticipato che entro la fine di marzo “presenteremo il decreto sulla riforma delle politiche di coesione”. È necessario “creare un link tra Pnrr, politiche di coesione e risorse nazionali del Fondo di sviluppo e coesione“, perché “è inimmaginabile che programmi di tale dimensione – ha chiarito – non si parlino”. È stato poi in audizione in Commissione Bilancio, impegnata nell’esame del decreto Pnrr, che il ministro ha sottolineato anche come ”il decreto che abbiamo predisposto e presentato è frutto di un lavoro relativo alla fase di attuazione della revisione” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e quindi ”indica in modo molto chiaro quelli che sono i punti centrali della revisione che abbiamo messo in campo e anche una fase di semplificazione e accelerazione della spesa rispetto a diversi ambiti”.

Il focus sull’attuazione del Piano

Le misure contenute nel provvedimento, ha quindi sottolineato Fitto, ”consentono di avere una visione di insieme di quelli che sono stati i problemi principali, emersi nell’esperienza di attuazione del Pnrr, e che ben si coniugano con quanto previsto all’interno della revisione del Piano, e che rappresentano delle norme molto importati, per poter accelerare molto dal punto di vista della semplificazione rispetto alle norme generali”.

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