Meloni firma il Patto con la Toscana e scherza: “Ora vi elenco i 176 progetti in partenza…”

13 Mar 2024 18:58 - di Sveva Ferri
meloni toscana

“Sono 176 progetti, ora ve li elenco”. Giorgia Meloni si è concessa un momento scherzoso durante la firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione con il presidente della Toscana, Eugenio Giani. L’Accordo destina alla Regione 683 milioni di euro, ai quali si aggiungono ulteriori 381 milioni “resi disponibili da altre fonti”, per un “investimento complessivo di circa un miliardo di euro”. Il premier, che prima aveva fatto una visita privata all’ospedale Meyer, poi i 176 progetti non li ha elencati davvero. Ha sottolineato invece che si tratta di “risorse importanti che arrivano sul territorio partendo da ciò a cui servono: per antonomasia – ha spiegato – sono finalizzati e combattere le disparità, disparità che nel nostro Paese non mancano”.

“L’Italia non naviga nell’oro, non può permettersi di disperdere risorse”

“Sono fondi – ha proseguito Meloni, ricordando che 110 milioni erano stati assegnati nel 2021 – estremamente preziosi e sono molto contenta del lavoro fatto insieme per arrivare sin qui”, perché “la responsabilità delle istituzioni è fare in modo che questi fondi arrivino a terra e arrivino più velocemente possibile”, mentre in passato c’era “una situazione, diciamo, imperfetta”. L’Italia, ha quindi ricordato il premier, “non naviga certo nell’oro e non può permettersi di disperdere risorse”. 

Meloni annuncia la copertura di 66 milioni per le famiglie della Toscana colpite dall’alluvione

Nel corso dell’incontro Meloni ha anche riferito che “siamo riusciti a definire la copertura dei 66 milioni di euro necessari alle famiglie colpite” dall’alluvione. “Questo lavoro – ha spiegato – ci consente la settimana prossima di presentare un emendamento al decreto Pnrr per avere le risorse immediatamente disponibili”. La premier ha poi spiegato che il governo ha “attivato l’interlocuzione con la Commissione europea per finanziare interventi per altri 67 milioni dal fondo di solidarietà europeo”. Il premier, quindi, si è soffermata sul fatto che investire nella messa in sicurezza del territorio “è sempre una scelta coraggiosa della politica, perché tutti si riempiono la bocca di messa in sicurezza, ma poi per investire ce ne passa, perché, diciamolo, la messa in sicurezza è cosa poco redditizia per il consenso”.

Il “coraggio” di investire nella messa in sicurezza del territorio e la città giapponese di Fudai

“È una scelta coraggiosa, perché se riesci a evitare tragedie nessuno te lo riconosce”, ha sottolineato, ricordando poi il caso della città giapponese di Fudai, “l’unica che si è salvata dallo tsunami, con un gran spavento ma senza vittime”. “Il sindaco di Fudai, un signore visionario, nel ’67 decise di investire l’equivalente di quelli che oggi sarebbero 25 milioni per elevare una barriera anti-tsunami alta 16 metri. Fu ‘linciato’, i cittadini lo attaccarono per un’opera ritenuta brutta e inutile. Poi – ha ricordato Meloni – quando è arrivato lo tsunami, questo signore è stato celebrato come un eroe, solo che nel frattempo era morto. Ecco perché la messa in sicurezza è una scelta coraggiosa, non è redditizia in termini di coscienza ma è una scelta che fanno i politici che hanno coscienza per evitare che certe cose accadano”.

La “grande questione della sanità” e lo sforzo del governo per affrontarla

Ma Meloni ha anche sottolineato che “la sanità è la grande questione, non è un caso che in legge di bilancio sia stata una priorità con le poche risorse a disposizione. Siamo riusciti a dare alla sanità il massimo storico”. Anche su questo terreno, poi, il governo è riuscito a intervenire con il Pnrr, con il quale “abbiamo liberato altre risorse”. “La priorità – ha chiarito – va alle liste d’attese, un tema sentito dei cittadini, con la convinzione di dover lavorare per migliorare una condizione oggettivamente complessa”.

Giani ringrazia Meloni e Fitto: “Collaborazione estremamente importante”

“Ringrazio la presidente del Consiglio per la sua presenza a questa firma. L’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Toscana è un’intesa di collaborazione estremamente importante, perché permetterà di realizzare opere pubbliche molto attese e quindi di dare risposta a tante richieste dei cittadini in quella che io definisco la ‘Toscana diffusa'”, ha detto Giani, ricordando che “saranno poi i Comuni in gran parte i soggetti attuatori dei 683 milioni complessivi stanziati, risorse ingenti per la Toscana”. Nel suo intervento Giani ha ringraziato anche il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, “che è stato estremamente collaborativo e corretto” nella preparazione dell’intesa.

Il premier in visita privata all’ospedale Meyer

Prima di raggiungere Palazzo Sacrati Strozzi, Meloni si è fermata per una visita privata all’ospedale pediatrico Meyer, dove, accompagnata dai vertici della struttura sanitaria, si è intrattenuta in particolare con due bambini palestinesi, provenienti da Gaza, in cura presso il nosocomio fiorentino nell’ambito del programma di assistenza medica che l’Italia garantisce a un centinaio circa di minori di Gaza. Alla visita non ha partecipato il presidente della Regione Eugenio Giani, che in un primo momento sembrava diretto al Meyer. Meloni si è scusata con Giani, confermando che “avevamo valutato di fare una cosa più ampia oggi al Meyer” e spiegando che “poi ci sono state delle necessità di sicurezza che lo hanno impedito, per cui mi devo scusare”. “Mi prendo l’impegno – ha aggiunto – di tornarci insieme, mi sono limitata a fare questa visita privata a queste due famiglie di questi due bambini” palestinesi provenienti da Gaza “che sono curati al Meyer per tenere alta l’attenzione sul ruolo che l’Italia sta giocando in questa delicata fase, soprattutto sulla materia umanitaria”.

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