Dossier, Berlusconi nel mirino degli spioni durante i giorni del Colle. FI: “Gravità inaudita”

11 Mar 2024 17:45 - di Agnese Russo
dossier berlusconi

Nuovi, inquietanti dettagli emergono sul caso dossier: accessi illegali ai dati di Silvio Berlusconi sarebbero stati fatti nei giorni in cui il leader di Forza Italia era tra i papabili per la corsa al Quirinale. Si tratta di uno scenario particolarmente allarmante, perché rimanda a un tentativo di entrare a gamba tesa perfino nelle dinamiche per l’elezione del Presidente della Repubblica. In particolare, il finanziere Pasquale Striano avrebbe cercato e poi condiviso con i giornalisti del Domani operazioni sospette del Cav in quei giorni di fine gennaio 2022.

Il Tempo: nel caso dossier, Berlusconi spiato nei giorni del Colle

A rivelare la circostanza è stato il quotidiano il Tempo. Facendo riferimento “agli atti dell’inchiesta” coordinata dal procuratore Raffaele Cantone, il quotidiano diretto da Tommaso Cerno riferisce che “tra i contenuti delle 58 ‘segnalazioni di operazioni sospette utilizzate nella redazione di numerosi articoli stampa editi da Tizian e pubblicati sul quotidiano Domani” ce n’è una del 20 gennaio, della quale viene riferito anche il codice, “che il tenente della Finanza Striano ha condiviso con l’amico giornalista, e corrisponde al nominativo di Llupo Julinda”.

L’articolo del Domani su “Quirinal Papi”

Secondo la ricostruzione, è proprio su Llupo Julinda che “Il Domani esce con l’esclusiva ‘Quirinal Papi’, dal titolo: ‘Berlusconi e i soldi alla donna misteriosa, i sospetti dell’antiriciclaggio'”. Nell’articolo, firmato da Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian, si fa riferimento a soldi che il Cav avrebbe mandato alla donna di origine albanese, ma residente da anni in Italia, gettando ombre sull’uso che poi la donna ne avrebbe fatto. Nell’articolo de Il Domani, rimarca ancora Il Tempo, si parla anche di un trasferimento di oltre un milione di euro che Berlusconi avrebbe mandato al cugino Giancarlo Foscale, residente in Svizzera. “Sullo stesso Foscale – scrive ancora Rita Cavallaro, che firma l’inchiesta – Striano aveva estrapolato i documenti sempre lo stesso giorno della Llupo, quello in cui il giornalista ha preparato l’articolo uscito la mattina seguente in prima pagina. Scoppia un polverone, che dura ventiquattr’ore. Perché il 22 gennaio – scrive Il Tempo – Silvio fa marcia indietro con una lettera e rinuncia al Colle: ‘Ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica'”.

Gasparri: “Fatto di gravità inaudita. Chiediamo chiarezza”

“Restiamo sconcertati dalla gravità dei risvolti sull’inchiesta dossieraggi”, ha commentato il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, sottolineando che “le rivelazioni del quotidiano Il Tempo sull’attività illecita di accesso alle banche dati e la fuga di notizie alla stampa di sinistra sono la dimostrazione delle campagne di fango contro il presidente Berlusconi, oggetto di un articolo scandaloso su un nuovo presunto Rubygate pubblicato dal Domani proprio in vista del voto al Quirinale, nel quale si insinuavano strani pagamenti a una misteriosa donna”. “La vicenda dimostra non solo quello che sosteniamo da anni, ovvero la persecuzione giudiziaria e mediatica del presidente Silvio Berlusconi, ma un sistema che ha minato le fondamenta della nostra Costituzione”, ha proseguito Gasparri, indicando come “un fatto di una gravità inaudita che una regia occulta abbia lavorato per impedire l’elezione al Quirinale del fondatore di Forza Italia”. “Chiediamo chiarezza su tutta la vicenda e auspichiamo che le indagini vadano fino in fondo, al fine di individuare i mandanti che, da trent’anni, mettono in atto una perniciosa intromissione nella vita democratica del Paese”, ha concluso.

FI: “Dossieraggio a orologeria. Si resta sconcertati”

Di “fatti inquietanti e gravissimi, sui quali pretendiamo che la magistratura faccia piena luce”, ha parlato anche la vicepresidente azzurra del Senato, Lucia Ronzulli, sottolineando che “qui non siamo più nel campo dell’esercizio della libertà di stampa, ma in quello del killeraggio politico su commissione”. Per il senatore Adriano Paroli, poi, “la saldatura tra giustizia e media non è purtroppo una novità nel nostro Paese, ma l’ingerenza in un passaggio delicatissimo per gli equilibri democratici, come l’elezione del Presidente della Repubblica, tratteggia uno scenario davvero inquietante”. “È indispensabile fare piena luce su tutta questa vicenda, che diventa ogni giorno più preoccupante e allarmante”, ha aggiunto l’esponente azzurro, parlando di “dossieraggio a orologeria” che “lascia sconcertati”.

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