Dai “No Tav” ai “No Bob”: sinistra contro tutto, l’importante è non fare nulla e attaccare Meloni

1 Mar 2024 15:15 - di Luca Maurelli

Dalle manifestazioni No Tav ai presidi No Bob, dalla protesta sugli alberi tagliati alle minacce al sindaco di Cortina. Anonime, come da copione. “Se vai avanti con la pista da bob, ti facciamo fuori”, è la lettera giunta al sindaco di Cortina, Gianluca Laurenzi, colpevole di aver condiviso le scelte del governo sulla costruzione della pista olimpica. Il suo motto “Olimpiadi, ma non solo”, non lo sta aiutando nel contenere la slavina di polemiche, accuse, critiche e proteste che da sinistra si stanno abbattendo sulla decisione del governo, che ha raccolto le istanze degli amministratori locali e del Cio nazionale, di realizzare in tempi record un impianto idoneo allo svolgimento delle gare di Milano-Cortina 2026. Il primo cittadino ampezzano ha già presentato una denuncia contro ignoti al commissariato della cittadina dolomitica che ospiterà le Olimpiadi 2026. “Adesso sarà compito preciso degli investigatori – commenta Lorenzi – fare piena luce su quello che di inatteso è accaduto”.

Ma chi c’è dietro le minacce? Per il momento, nessuna firma e nessun volto, ma sull’ispiratore politico delle proteste (ma non delle minacce, si spera) qualche idea ce l’abbiamo. Tipo, la sinistra che cavalca i movimenti ambientalisti che proteggono il territorio dalla “minaccia” delle opere pubbliche, come i No Tav in Piemonte: anche nel Veneto è la sinistra a cavalcare la protesta dei “no”, in questo caso a botta di esposti da parte di diverse associazioni ambientaliste per verificare il rispetto del vincolo paesaggistico sulla demolizione della vecchia pista Monti e sull’abbattimento degli alberi secolari in località Ronco. Già in Consiglio regionale la battaglia era stata condotta da Sinistra e Verdi, come ordini del giorno approvati con voti a maggioranza, ora in campo ci sono le associazioni ambientaliste. 

Anche in Parlamento l’asse tra  Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, il mese scorso aveva presentato una lettera al presidente del Cio, Thomas Bach, e alla presidente della Commissione di Coordinamento per i XXV Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, Kristin Kloster Aasen, nella quale chiedevano di intervenire nella scelta del luogo per la pista da bob e di “indicare una sede già esistente fuori dall’Italia, secondo i criteri di sostenibilità assunti dall’Agenda Olimpica 2020, per lo svolgimento delle gare di bob, vista la ristrettezza dei tempi e l’assenza di alternative”.

Rimangono a sostenere la pista Confcommercio, Confindustria, Federalberghi, tutte associazioni imprenditoriali, il sindaco, la Regione, il governo. Che non sono esattamente una minoranza.

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