Rutto libero contro Meloni e il governo in tv. La sinistra rivede le poltrone e va in estasi

28 Feb 2024 12:46 - di Vittoria Belmonte

Lasciamo stare i titoli ridicoli di Repubblica che parla di trionfo a proposito della vittoria elettorale di Alessandra Todde.  Duemilaseicento voti di scarto e sarebbe un trionfo? Meglio sorvolare, appunto. Lasciamo stare anche il fatto che a sinistra hanno intenzione di trascinare Todde come una Madonna pellegrina per vincere anche in Abruzzo. Il fronte progressista è in pieno clima di “reconquista” e se Conte e Schlein non hanno il “quid” dei trascinatori ci pensa una frase della neopresidente sarda a infiammare il clima: le matite hanno risposto ai manganelli, Quindi alla polizia? Tutti i sardi arruolati dunque nella salvifica guerriglia urbana? Boh. 

Ma è da Giovanni Floris, a Dimartedì, che si scatena la revanche. E nel modo più grossolano. Prendiamo l’attrice Lella Costa che se ne esce così: “La Meloni ha un’attitudine a sbagliare gli uomini della sua vita, nel campo privato e in quello pubblico“. Una vera chicca femminista, non c’è che dire. Che fa il paio con l’esagerazione sul tetto di cristallo infranto da Todde come se nessuna prima di lei lo avesse fatto: prima di Meloni a Palazzo Chigi, per esempio, Polverini nel Lazio e ancora Tesei in Umbria. Todde arriva ben ultima.

Ma prima ancora il giornalista Alessandro De Angelis aveva parlato di “momento Caligola” per Giorgia Meloni, asserendo che avrebbe tentato di fare non senatore ma presidente di Regione il suo cavallo. Perché tanta animosità verso Paolo Truzzu, perché tutto questo disprezzo, questo accanirsi sullo sconfitto? Forse perché dopo oltre 24 ore di spoglio ancora Truzzu resisteva in un estenuante testa a testa?

Questo stile da rutto libero, questo eccitare continuamente le curve, non è un bello spettacolo. Soprattutto nel momento in cui si critica la premier che non avrebbe lo standing istituzionale sufficiente. A chiudere il cerchio arriva poi Michele Santoro con una farse francamente sopra le righe: “La premier ha messo i suoi attributi sul tavolo e se li è fracassati con una martellata”. Solo un’iperbole? No. E’ la scuola De Luca che diventa vincente. Grossolana e irritante. Perché in fondo tutto questo giubilo nasconde un’amara verità: sommare tutti quelli che non sono di destra per vincere non è un progetto politico ma un espediente degli apparati per non essere estromessi.

 

 

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