Meloni, Tajani e Salvini gelano le speranze sarde della sinistra: “Impariamo anche dalle sconfitte”

27 Feb 2024 15:37 - di Sveva Ferri
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Nessun contraccolpo dal voto sardo sul governo e sull’unità della coalizione. Una nota congiunta di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini smorza definitivamente gli entusiasmi e i desideri di quanti in queste ore dalle file dell’opposizione cercano di caricare il voto di un carattere nazionale, tifando anche per una faida interna al centrodestra. La scelta di parlare all’unisono è già di per sé un segnale chiaro, ma diventa un vero e proprio avviso ai naviganti nel momento in cui i tre leader chiariscono che valuteranno “i possibili errori commessi” e  “continueremo a lavorare imparando dalle nostre sconfitte come dalle nostre vittorie”. Dunque, la sinistra può mettersi l’anima in pace: il voto sardo non sfalda la coalizione e, anzi, la spinge a una riflessione seria, autentica e non esente da autocritica, in chiave tutta propositiva.

Il comunicato congiunto di Meloni, Tajani e Salvini

“I dati disponibili sul voto in Sardegna consegnano una vittoria per meno di 3mila voti alla candidata del centrosinistra Alessandra Todde sul candidato di centrodestra Paolo Truzzu. Siamo rammaricati per il fatto che l’ottimo risultato delle liste della coalizione di centrodestra, che sfiorano il 50% dei voti, non si sia tramutato anche in una vittoria per il candidato presidente”, si legge nel comunicato di Meloni, Salvini e Tajani. “Da queste elezioni, dunque, non emergerebbe in Sardegna un calo di consenso per il centrodestra. Ma rimane una sconfitta sulla quale ragioneremo insieme per valutare i possibili errori commessi”, hanno ammesso ancora i leader, spiegando che “continueremo a lavorare imparando dalle nostre sconfitte come dalle nostre vittorie”.

Meloni chiama Todde e ringrazia Truzzu e tutta la coalizione di centrodestra

Un messaggio ribadito da Giorgia Meloni anche nel tweet con cui ha dato notizia di aver chiamato Alessandra Todde “per porgerle i miei auguri di buon lavoro”. “Ci tengo a ringraziare Paolo Truzzu e tutta la coalizione del centrodestra, che con le sue liste si conferma la più votata dagli elettori. Le sconfitte – ha sottolineato il premier – sono sempre un dispiacere, ma anche un’opportunità per riflettere e migliorarsi. Impareremo anche da questo”.

Il tavolo sulle amministrative

Già dalle dichiarazioni dei singoli esponenti del centrodestra che in queste ore si sono trovati a commentare il voto sardo era emerso con chiarezza che tutti nella coalizione hanno preso atto della sconfitta con consapevolezza, senza drammatizzare ma anche senza sottovalutare. Anche il messaggio arrivato dal tavolo delle amministrative, che si è tenuto in mattinata, è stato di assoluta compattezza. “In tutti i capoluoghi di provincia il centrodestra sarà unito e compatto”, ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, al termine del vertice al quale hanno preso parte tra gli altri Roberto Calderoli e Stefano Locatelli per la Lega, Maurizio Gasparri e Francesco Battistoni per Forza Italia, Maurizio Lupi per Noi moderati, Antonio De Poli per l’Udc.

Donzelli: “Qui non c’è un politburo, lasciamo fare ai territori”

Sulla scelta dei candidati nelle città, ha proseguito Donzelli, “lasciamo fare ai territori: qui non c’è il politburo” che dà “l’elenco dei sindaci…”. “Il nostro ruolo – ha chiarito l’esponente di FdI – è maieutico”. Donzelli, inoltre, ha chiarito come si lavori tutti insieme anche per le prossime sfide regionali, a partire dalla Basilicata. “Decideremo prestissimo, FdI lavora per l’unità della coalizione”, ha spiegato, chiarendo che non vi è alcuna preclusione sull’uscente Vito Bardi. “Ci stiamo confrontando tutti insieme ma FdI non ha preclusioni su nessuno. Tantomeno su Bardi con cui abbiamo governato bene cinque anni insieme”. Anche Gasparri ha chiarito che “stiamo lavorando, nel senso auspicato… Noi siamo per Bardi, con la convergenza più ampia, ma in maniera molto serena”. “Stiamo lavorando per vincere, il problema non è solo mettere i candidati, ma mettere candidati che poi vincano. Bisogna creare le condizioni affinché i candidati vincano”, ha aggiunto, confermando che al tavolo non c’è stata un’analisi del voto sardo, perché “è troppo presto” e riconoscendo a Truzzu che “è stato molto generoso nel fare quelle dichiarazioni, prendendosi delle colpe che però sono di tutti noi, perché tutti – ha concluso – abbiamo condiviso la candidatura”.

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