L’intervista. Arianna Meloni: io, sorella d’Italia, alle donne dico di fare due passi avanti

14 Feb 2024 7:57 - di Annalisa Terranova
Arianna Meloni

Arianna Meloni ci tiene a dirlo come prima cosa: “Non sono il segretario, mi raccomando. Chiariamolo subito. Il segretario nel nostro statuto non c’è, c’è il presidente ed è Giorgia Meloni”. E lo dice dalla stanza di via della Scrofa che fu di Almirante e poi di Fini. “Ma qui sono ospite. Mica una loro erede. Era l’unica stanza libera e oggi mi sono messa qua.” Però è la “sorella d’Italia”? La definizione non le dispiace: “Se c’è l’Italia di mezzo come fa a dispiacermi, sono o no una patriota?”. Battute a parte, lei sta girando le città d’Italia per i congressi provinciali, per toccare con mano la struttura del partito sul territorio ed evitare “che si pensi o si dica che a Roma pensiamo solo al governo. No, questo partito è più vivo che mai anche fuori dal Palazzo. Io incontro il popolo di Fratelli d’Italia e ho trovato molto entusiasmo”.

E poi ci sarà il congresso?

Poi ci sarà la campagna per le europee che affronteremo con un partito organizzato e compatto. I congressi provinciali sono stati anche occasioni di dibattito, di discussione. Qualcuno magari è stato più frizzante… ma tutti sono stati costruttivi. Molto partecipati. Questa settimana ci sarà il congresso di Napoli e poi abbiamo quasi finito. Ne mancano pochi tra cui quello di Roma, che sarà uno degli ultimi.

A proposito di europee. Si candida?

No, penso di poter essere utile facendo altro. Invece se Giorgia decidesse di farlo sarebbe un valore aggiunto.

E’ vero che in FdI non ci  sono correnti?

E’ vero. Il fatto che qualche gruppo magari si organizza per un candidato è normale, ma poi tutti si mettono al servizio del bene del partito. Io ho vissuto la fase di An in cui le correnti in pratica paralizzavano tutto.

Fini le chiamò metastasi

E aveva ragione.

Molto entusiasmo. Nessuna critica a Giorgia Meloni?

Allora, sarà che sono la sorella ma lei è la leader indiscussa. FdI è un partito strutturato. Io mi occupo della segreteria politica a livello organizzativo. FdI ha 50 dipartimenti tematici e io guido quello delle adesioni.

Come definirebbe Fratelli d’Italia?

Una comunità in movimento. Siamo uniti da un sentire comune e dalla voglia di fare bene. Siamo anche capaci di autocritica perché non è che camminiamo sulle acque.

Alcuni dicono che Giorgia Meloni ha un suo cerchio magico, quelli con cui è cresciuta…

Non è così. Lei ha sempre avuto molto rispetto per gli organi del partito. Lei è capace di essere obiettiva anche davanti alle proprie simpatie. Anche io sono così e per questo mi ha affidato questo incarico.

Quante volte vi sentite? una volta al giorno?

Prima sì, adesso non è detto. Magari le scrivo io un messaggio. Le scrivo “Sei viva?” e le mando un bacetto. Oppure mi presento a casa sua la sera tardi. Non mi sento di infastidirla. Lei è sempre in movimento. Ha fatto più di 250 incontri a livello internazionale. Capisco che può non avere il tempo.

Non si sente oppressa da una sorella così “ingombrante”?

No, tra noi non c’è mai stata rivalità.

C’è una famosa foto in cui lei guarda sua sorella che ha appena vinto le elezioni con grande tenerezza. E con commozione.

Sì è vero, ho capito qual è quella foto. Ero commossa ma stavo anche pensando: “Ma guarda questa dove è arrivata!”.

E si ricorda da dove è partita?

Certo, dalla candidatura alle provinciali di Roma del ’98. Io l’aiutavo e le dissi: facciamoci il giro dei commercianti e ti presenti. Lei aveva 21 anni e io 23. Facemmo il giro di tutti i negozianti di San Paolo e almeno un paio di loro non vollero darci la mano…

Senta lei è stata molto criticata per aver detto che le mancava lo shopping con sua sorella?

Sì va bene ma non è che lo shopping era a via Condotti… noi andavamo a guardare le vetrine e a fare shopping vicino casa nostra. Io volevo solo dire che mi mancavano un po’ quelle passeggiate spensierate dove magari ti prendi un gelato e parli un po’ del tuo privato. Cose che si fanno tra sorelle, tra amiche…

E invece Arianna quando ha cominciato con la politica?

Ha cominciato prima Giorgia. Comunque nel mio caso era il periodo di tangentopoli e io vidi uno scontro tra ragazzi dei centri sociali e ragazzi del FdG che volantinavano alle fermata metro di San Paolo. Quegli altri li volevano cacciare, dicevano “non avete il diritto di stare qui, di fare volantinaggio”. Ne parlai a casa. Ero  turbata e pensavo che non fosse giusto quello che avevo visto. Qualche giorno dopo Giorgia andò alla sede della Garbatella e quando arrivò lei, stavano proprio facendo una riunione sull’aggressione subita dai centri sociali.

Lei crede nella politica femminile?

Io credo che se ti occupi delle donne fai politica. Non concepisco le donne come un settore a parte. La politica si occupa dei cittadini e delle cittadine. Dei loro bisogni, dei loro diritti, del loro benessere. Certo io credo nell’identità femminile e penso che le donne siano bravissime a stare su parecchi files contemporaneamente. In questo gli uomini, anche molto bravi, non sempre riescono adeguatamente.

Il patriarcato esiste?

Dipende cosa si intende per patriarcato. Se intendiamo la voglia di dominio dell’uomo sulla donna non deve esistere e va combattuto. Bisogna lavorare secondo me sulla consapevolezza delle donne, che a volte se ne stanno un passo indietro anziché fare due passi avanti.

La infastidisce l’accusa a Fdi di voler riportare le donne ai fornelli?

Sì perché è falsa. Basti pensare al bonus mamme per le donne che lavorano. Un aiuto alle lavoratrici quindi, altro che fornelli.

Lei non rilascia mai interviste. Ce l’ha coi giornalisti?

No, solo che mi imbarazza il fatto che escano poi cose che riguardano il mio privato. Io faccio un lavoro politico per parecchie ore al giorno e  vorrei parlare di quello. Non faccio mica il Grande Fratello…

Un libro che l’ha ispirata e che non sia Il Signore degli Anelli?

Ah, non il Signore degli Anelli? Allora direi L’ombra dello scorpione di Stephen King, con quella fantastica figura di Mamma Abigail che richiama a sé la comunità del bene.

Un’altra figura femminile come Eowyn in cui identificarsi?

Bè insomma, era un po’ troppo anziana… meglio Eowyn direi.

 

 

 

 

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *