Auto, basta monopolio di Stellantis. Spunta Elon Musk. Urso: “Abbiamo contatti anche con Tesla”

28 Feb 2024 17:34 - di Robert Perdicchi

”Per difendere la filiera dell’automotive in Italia bisogna produrre almeno 1 milione di auto e almeno 300 veicoli commerciali’‘. I numeri sono del  ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla situazione della filiera industriale dell’automotive, snocciolati nel corso di un’audizione alla Commissione Attività produttive della Camera. “Solo in Italia c’è un solo produttore di auto, Stellantis. Noi stiamo lavorando per far arrivare una seconda casa automobilistica e creare le condizioni per rafforzare le aziende dell’indotto e renderlo più competitivo sui mercati internazionali”, annuncia Urso il giorno dopo le indiscrezioni su un possibile arrivo in Italia del colosso cinese del settore delle macchine elettriche Byd. 

Ma c’è anche una pista che porta a Elon Musk. “Abbiamo avviato da tempo interlocuzioni con produttori di vari Paesi, non soltanto orientali, ma anche occidentali. Sapete che in Germania hanno respinto il piano di espansione massiccia dell’unico impianto europeo di Tesla. Questo comporterà certamente una revisione dei piani del gruppo statunitense, con il quale anche con noi dialoghiamo da mesi. Stiamo avendo riscontri molto positivi. Si tratta di un processo ancora in corso che richiede prudenza”, annuncia Urso.

Urso e il caso Stellantis: “Quando nacque il governo non esercitò la Golden power”

Urso è tornato poi sullo scontro con il gruppo della famiglia Agnelli-Elkann. “Quando nacque Stellantis, secondo le procedure della golden power, fu presentato il progetto. In quel momento il governo ritenne di non esercitare quella facoltà. A me risulta che in quel momento si prospettava un’ipotesi che dovesse trattarsi di fusione e invece poi fu incorporazione, che dovesse esserci una governance paritetica, e invece la governance non fu paritetica. E che i soci non avrebbero dovuto aumentare successivamente le quote, e invece poco settimane dopo il socio pubblico francese aveva aumentato la quota. In quel momento il governo poteva intervenire, avrebbe dovuto e potuto intervenire. Se ne lavarono le mani”, ha detto ancora Urso.

Ex Ilva, il ministro chiede condivisione sul progetto industriale

”Mi auguro che ci sia una condivisione sulla politica industriale, perchè se teniamo il Paese unito, come abbiamo fatto nella vertenza per l’Ex Ilva, oggi AdI, forse noi riusciamo a farcela. Io sono convinto che ce la faremo”, ha detto poi il ministro delle Imprese e del Made in Italy, rivolgendosi alle opposizioni. “La direzione di marcia è chiara, ma non possiamo farcela da soli. L’Ue deve indirizzare la politica industriale per sostenere gli investimenti privati, accompagnandoli con risorse pubbliche…Anche l’ex presidente del Consiglio Draghi in un suo intervento al Senato, disse che solo lo Stato può farcela quando si tratta di investimenti sulle nuove frontiere tecnologiche. Oggi l’ha detto in sede europea in modo più chiaro, ma ricordo quando lo disse anche in sede nazionale. Mi auguro che su questo ci sia tutto il Paese perché noi siamo un paese industriale, e la secondo manifattura d’Europa e abbiamo gli strumenti per essere leader anche nelle tecnologia green e digitali”, ha poi concluso Urso.

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