Senato, autonomia verso il voto finale. Via libera al testo di FdI: tutelata l’unità nazionale

18 Gen 2024 16:17 - di Eugenio Battisti

Autonomia, avanti tutta. Al Senato si è concluso il lungo esame degli emendamenti al ddl Calderoli, tra sollevazioni delle opposizioni e varie sospensioni della seduta. Martedì prossimo il voto finale. Strategico il via libera all’emendamento proposto da FdI per estendere stesse risorse a tutte le regioni. Che smentisce il racconto della sinistra contro una legge “spaccaItalia”.

Autonomia, verso il voto in Senato la prossima settimana

“Oggi è una bella giornata e siamo contenti di questo ulteriore passo avanti. Per martedì è già previsto il voto finale sulla riforma da parte del Senato, e anche martedì confido che sarà una bella giornata”. Così il ministro leghista per gli Affari regionali e l’autonomia che non nasconde la sua soddisfazione. “Qualche giorno in più, dopo decenni di attesa, non cambia la sostanza né la bontà del disegno di legge che applica la Costituzione, così come previsto dal Titolo V”.

Calderoli: oggi è una bella giornata

Poi alcuni chiarimenti a beneficio delle opposizioni che gridano alla secessione. “Attendiamo fiduciosi questo passaggio per un provvedimento che  non spacca il Paese. Ma vuole unirlo con la riduzione dei divari e con la prospettiva di risolvere una volta per tutte sia la questione meridionale, sia la questione settentrionale. Avanti così”. Fondamentale l’atteso via libera dell’Aula di Palazzo Madama (90 sì, 1 contrario e 60 astenuti) dell’emendamento 4.203 a prima firma del senatore Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia. Il testo (oggetto di un vertice di maggioranza) prevede che anche alle Regioni che non chiedono il trasferimento delle competenze siano trasferite risorse pari a quelle delle Regioni che invece lo richiedono. Un emendamento strategico che potrà garantire l’unità del paese e sanare il rischio di cittadini di serie A e serie B.

Via libera all’emendamento di FdI per equiparare le regioni

Il testo è arrivato in Aula nella riformulazione voluta questa mattina dal governo nell’imbarazzo delle opposizioni, come dimostra la scelta a metà dell’astensione. Il capogruppo 5Stelle, Stefano Patuanelli, dice chiaramente di aver deciso di astenersi pur condividendo lo spirito. “L’emendamento De Priamo pone un piccolo rimedio, un pannicello caldo di fronte al vero problema, di come questo ddl vuole attuare l’Autonomia. Il vero problema è che vuole farlo a saldi invariati. Questo è impensabile se non si vuole distruggere la coesione di questo Paese”. Di saldi invariati, in realtà, come spiega il parlamentare di FdI, Alberto Balboni, non c’è traccia.

L’imbarazzo di Pd e 5Stelle che si astengono

Non è meno ideologica la posizione dei dem. “Il tema è che non c’è un solo centesimo, Fdi vuole apparire il partito che salva la coesione, ma è un giochino è tra loro e la Lega”, scalpita il capogruppo Francesco Boccia. Stesso refrain da parte di Italia Viva che parla di “presa in giro. Diamo più soldi a tutti ad invarianza di spesa”. Dalla maggioranza Balboni mette in riga i baldanzosi rappresentanti delle opposizioni. “Al presidente del gruppo Pd al Senato, Francesco Boccia, che continua a sostenere che l’emendamento di Fratelli d’Italia non ha risorse e quindi è un bluff, vorrei chiedere invece quali erano le risorse a disposizione quando il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini (Pd) avviava le intese per attuare l’Autonomia differenziata con il presidente del Consiglio Gentiloni (Pd)”.

Balboni: no alle mistificazioni, questa legge non stanza risorse

Questa è una legge procedimentale – spiega Balboni – che non stanzia risorse, ma determina le regole ed i criteri per attuare la Costituzione. Le risorse saranno trovate quando si passerà alla fase successiva e saranno stanziate con la legge che il Parlamento dovrà approvare in sede di approvazione delle intese. Se non ci saranno le risorse, vorrà dire che l’intesa non avrà attuazione. Il Pd la smetta di mistificare”.

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