Il Pd punisce la cattolica Bigon per il voto sul fine vita in Veneto: destituita dall’incarico

25 Gen 2024 17:51 - di Redazione

Anna Maria Bigon, la consigliera regionale che con il suo voto in dissenso dal Pd fu determinante per la bocciatura della ‘legge Zaia’ sul fine vita, è stata destituita dall’incarico di vicesegretario provinciale dei dem di Verona. “E’ una mia scelta, una scelta politica”, spiega il segretario provinciale, Franco Bonfante, e anche un “atto di trasparenza” nei confronti degli elettori. “Non ho condiviso la decisione di Bigon -spiega interpellato dall’Adnkronos-, specie nel metodo. Non si poteva far finta di nulla”.

Anche la segretaria Elly Schlein aveva lasciato capire, durante la due giorni di Gubbio, che una punizione era nell’aria. Una “ferita” l’aveva definita la leader dem, aggiungendo che “se il gruppo del Pd vota a favore e ti chiede di uscire dall’aula, è giusto uscire dall’aula, perché l’esito di quella scelta ricade su tutti”. Un affondo che aveva impensierito l’ala cattolica del Pd, e fatto uscire allo scoperto Graziano Delrio. L’ex ministro aveva annunciato battaglia parlando con Avvenire. 

“Lo dico con molta chiarezza: su questi temi mai, e ripeto mai, la disciplina di partito può sovrastare la libertà di coscienza”. Delrio aveva inoltre annunciato che in caso di provvedimenti ai danni di Anna Maria Bigon era pronto ad autosospendersi.

Ora Bonfante assicura che non si tratta di una sospensione, né di un provvedimento disciplinare, ma di una “scelta politica” alla luce di “un rapporto di fiducia venuto meno” e che raccoglie l’umore degli iscritti “in grandissima maggioranza sconcertati e delusi” dal comportamento di Bigon e “favorevoli a regolamentare il fine vita a seguito della sentenza della Consulta”. Ma la vicenda resta delicata per i dem. Con i cattolici in subbuglio e che, a quanto si riferisce, avrebbero chiesto un intervento del Nazareno.

E in effetti nel tardo pomeriggio arriva una nota del segretario regionale veneto, Andrea Martella e del responsabile Organizzazione della segreteria Schlein, Igor Taruffi, a mettere agli atti che il partito nazionale e regionale non c’entrano: la scelta su Bigon “non è frutto di decisioni nazionali e regionali, ma compiuta da Bonfante in totale autonomia”. Il segretario provinciale, da parte sua, si dice pronto a “rispondere della decisione nelle sedi ed organi competenti”. E c’è anche un Direzione ad hoc sul caso già convocata per il 5 febbraio dal Pd veronese che fa discutere. I cattolici Stefano Lepri e Silvia Costa parlano di Direzione ‘processo’: “Assicuriamo il pieno sostegno politico ad Anna Maria Bigon”.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *