Briatore affossa Bonelli: “Il protettore del signore con gli stivali? Votarlo è inutile. La sinistra è contro chi produce”

8 Gen 2024 13:39 - di Natalia Delfino
briatore bonelli

Venga “tre mesi a lavorare con noi. Allora sì che si renderà conto di cosa vuol dire lavorare”. Flavio Briatore non ci sta a passare per “privilegiato” e ad Angelo Bonelli, che nei giorni scorsi lo ha accusato di giovarsi di fantomatiche condizioni preferenziali accordate dal governo Meloni, risponde parlando di lavoro, di cosa vuol dire affrontarlo e generarlo e sottolineando che dietro le parole del deputato di Avs più che il tema di quanto paghi per le concessioni del Twiga c’è quello dell’ostilità ideologica della sinistra nei confronti di chi “produce ricchezza”. “L’unico punto su cui siamo tutti d’accordo”, ha spiegato inoltre Briatore, è che 20mila per le concessioni del Twiga siano pochi. “Io questo – ha chiarito l’imprenditore – l’ho sempre detto. Aumentiamo i prezzi delle concessioni e diamo più soldi al Demanio”.

Briatore replica a Bonelli sulle concessioni: “Guardi cosa è successo in Francia”

“Se però queste sono le regole non può diventare una mia colpa”, ha proseguito Briatore, ricordando in un’intervista a Libero anche che il settore dei balneari dà lavoro a tantissime famiglie e che ci hanno investito “una vita e senza sarebbero in mezzo alla strada”. Il tema è quello della redistribuzione delle concessioni, utilizzato da Bonelli per attaccare il governo, tirando in mezzo proprio Briatore in un botta e risposta andato avanti per un paio di giorni. “Chi parla di aste non sa cosa voglia dire”, ha proseguito Briatore, raccontando che “io ho visto quando le aste sono state fatte in Francia ed è stato un disastro: tre grossi gruppi hanno comprato tutte le spiagge e hanno mandato a casa tutte le famiglie”. “Per cui – ha avvertito l’imprenditore – prima di sbraitare dicendo di seguire l’Europa, consiglierei di seguire cosa dice la Meloni che sta cercando soluzioni che non comportino il mettere sul lastrico le persone”.

“Votare Bonelli non serve a niente: parla, pontifica e critica chi produce”

Il vero punto, dunque, per Briatore è un altro, ovvero che “persone come Bonelli non hanno mai lavorato, non sanno cosa vuol dire un colloquio di lavoro, non sanno cosa vuol dire fare un training alle persone, non hanno nessuna idea di cosa voglia dire lavorare” e che “la sinistra attacca da sempre chi vuol dare lavoro, chi investe, chi produce ricchezza e contribuisce al Pil del Paese”. “C’è un odio sociale dilagante a sinistra. Il vero problema è che nel nostro Paese ci sono ancora i 5Stelle, i comunisti, le sinistre che odiano gli imprenditori e cercano in tutti i modi di affossarli”, ha aggiunto Briatore, che in un video dei giorni scorsi ha invitato a non votare Bonelli “perché votarlo non serve a niente”. “Parla, pontifica, e soprattutto critica chi invece produce e fa lavorare migliaia e migliaia di persone”, ha aggiunto.

L’ostilità della sinistra per le aziende: “Demonizzano chi produce ricchezza”

“Bonelli, o chi come lui dovrebbe proteggere i lavoratori, attacca me, il Twiga, ignorando che dà lavoro a centottanta persone. Dovrebbe essere felice se ci fossero cinquanta o cento Twiga in Italia. Vorrebbe dire garanzia di stipendio a migliaia di famiglie. Evidentemente non è un problema che gli sta a cuore. L’importante è attaccare Briatore”, ha proseguito l’imprenditore, rispondendo a una domanda di Hoara Borselli, che firma l’intervista, sul fatto che “la sinistra ha abdicato alla destra” le battaglie a difesa dei lavoratori. A sinistra “sono contro le aziende a priori”. “Non importa se generi ricchezza o lavoro, l’importante è demonizzare la tua ricchezza e sperare di vederti fallire”, ha sottolineato ancora il patron del Twiga, aggiungendo che “solo l’imprenditore può creare posti di lavoro” e che “per abolire la povertà l’unica strada possibile è creare posti di lavoro”. “Il problema – ha commentato – è che hai un governo di destra che appoggia questa filosofia e poi tutti i governi di sinistra, cinque stelle, Bonelli e company che sono tutti contro le imprese e vorrebbero che tutti fossimo come loro”.

Briatore: “Oggi finalmente abbiamo un governo che vuole aiutare le imprese”

Poi, soffermandosi sulle difficoltà di investire in Italia, Briatore ha parlato di “un Paese contro l’impresa”, precisando però che “oggi che finalmente abbiamo un governo che vuole fare, dare opportunità e aiutare le imprese, mi auguro cambino le cose”, ma “non sarà semplice finché ci saranno le sinistre che fanno blocco e puntano sul non fare”. Quanto all’accusa che gli è stata rivolta di avere la residenza fiscale a Montecarlo, Briatore ha rilanciato spiegando che “Bonelli dovrebbe ringraziare chi, pur vivendo fuori, investe in Italia. Non ha capito che il grande problema del nostro Paese è quello di attirare gli investitori esteri. Chi investe in Italia paga le tasse per quello che produce in Italia. Paga gli stipendi ai dipendenti, i Tfr ma soprattutto fa acquisti sul territorio contribuendo all’economia territoriale. È preoccupante una tale ignoranza da parte di un politico. Dimostra di non conoscere come vanno le cose”.

La battuta del ko: “Ma Bonelli il protettore del signore con gli stivali?”

Una battuta che da sola, in questo duello a distanza, varrebbe il ko, se non fosse che Briatore al deputato di Avs ne ha riservate alcune ancora più fulminanti: “Io Bonelli non lo conoscevo. Sapevo che più o meno era un politico ma non sapevo esattamente di cosa si occupasse. Mi sono informato e mi sembra che Bonelli sia la persona che si è presentata davanti alla Meloni in Parlamento con in mano una pietra dell’Adige, accusando il suo governo di essere responsabile del prosciugamento dei fiumi. E ho scoperto che Bonelli è stato anche il protettore del signore con gli stivali…”.

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