“I fascisti non sono graditi alla Scala”: il delirio della Cgil, lo sfregio di Sala, la lezione di La Russa

6 Dic 2023 18:03 - di Adriana De Conto
Scala Cgil Sala La Russa

“I fascisti non sono graditi alla Scala”. Vigilia delirante della Prima alla Scala di Milano che avrà luogo il 7 dicembre. I rappresentanti della Cgil e della sezione Anpi del teatro hanno deciso di boicottare l’evento con un comunicato grottesco contro il governo. Quest’anno non parteciperanno al rituale momento di saluto che normalmente le cariche istituzionali, quest’anno guidate dal presidente del Senato Ignazio La Russa, faranno durante l’intervallo della Prima della Scala ad artisti e una rappresentanza dei lavoratori.

Il delirio di Cgil e Anpi: boicottaggio alla Prima contro il governo

Con un comunicato  Cgil e Anpi hanno annunciato che non parteciperanno “ad alcun cerimoniale di saluto istituzionale rivolto a chi non ha mai condannato il fascismo; le sue guerre coloniali, l’alleanza e la sudditanza al nazismo che ha generato leggi razziali e tanto lutto e miseria al popolo italiano”. “Abbiamo appreso con rammarico – aggiunge lo nota- che il Presidente della Repubblica non potrà quest’anno presenziare all’inaugurazione della stagione scaligera. Come ogni anno avremmo volentieri portato i saluti di tutti i lavoratori e le lavoratrici del teatro alla più alta carica dello Stato. Il Teatro alla Scala – hanno concluso il delirante messaggio – rappresenta un luogo democratico e civile. E il nostro sindacato e la sezione Anpi del teatro non possono omaggiare chi ancora non combatte queste politiche”.

Prima alla Scala, lo sfregio del sindaco Sala: non andrà nel Palco Reale

Per Landini l’assenza del presidente Mattarella ha rappresentato un assist formidabile per scaraventrsi contro il governo. Con la motivazione risibile di un esecutivo fascista. Un modo grottesco per mettersi in luce, quando per un volta il Pd tace in materia. Così, la Prima del Don Carlo che domani inaugura la stagione dell’Opera  diventa lo scenario da operetta per l’impareggiabile duo Landini- Anpi. Che pena. Ma peggio di Landini fa Beppe Sala, con uno sgarbo istituzionale molto marchiano. Il sindaco di Milano, presidente della Scala, e il presidente del Senato Ignazio La Russa, secondo quanto si apprende – riferisce l’Ansa-  non siederanno nel palco reale. Saranno invece entrambi, sempre secondo quanto riferito, in platea seduti vicino alla senatrice a vita Liliana Segre. Una decisione che arriva dal buonsenso di Ingnazio La Russa. Che ha cercato di ricomporre e non di dividere come invece ha tantato di fare Sala. Trasformando lo spettacolo simbolo di Milano e dell’Italia nel mondo un una farsa di bassa contrapposizione politica.

Scala, La Russa dà una lezione a Sala: “Siederò dove siede la Segre”

E’ stato Beppe Sala a innescare la spiacevole polemica. Contravvenendo a un rituale da sempre seguito, ha fatto sapere che  non sarà nel Palco Reale: si annuncia seduto in platea accanto a Liliana Segre. La quale – stando alle ricostruzioni- non avrebbe gradito salire sul Palco Reale. Dove si danno per presenti molti membri del governo, a partire dal presidente del Senato al vicepremier Salvini; da Gennaro Sangiuliano alla ministra Casellati. Insieme a loro ci sarà il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il neoprefetto di Milano Claudio Sgaraglia. A questo punto era Ignazio La Russa a fare il primo passo per evitare una frattura  istituzionale evidente anche plasticamente. “Sarei felice se la senatrice a vita Segre domani, dove non potrà essere presente il presidente della Repubblica, fosse presente sul palco d’onore della Scala. Anche per ribadire la nostra solidarietà e la speranza di pace in Medioriente”. “La decisione -ha spiegato la seconda carica dello Stato – spetta alla senatrice Segre. E l’invito formale spetta al sindaco di Milano e credo che questo sia in itinere, io ne sarei davvero felice”.

Scala, La Russa: “Non mi pare un grande problema dove ci sediamo”

Ma il sindaco di Milano non ha retrocesso di un millimetro, tenendo il punto di voler prendere posto con la Segre in platea. E’ stato ancora una volta La Russa l‘unico ad usare il buon senso per ricomporre una frattura non creata da lui: “Dove ci sediamo alla Scala non mi pare un grande problema: qualcuno scrive che va in platea, a me avrebbe fatto piacere avere la Segre sul palco d’onore: perché mi pare che un senatore a vita come la presidente di una commissione speciale sarebbe meglio vederla sul palco d’onore”. In ogni caso, ha tagliato corto “Io  se Segre rimane in platea, andrò in platea vicino alla senatrice a vita, per essere coerente con questa mia idea”. “La Segre – ha ribadito il presidente del Senato – la conoscete: quindi non ha posto nessun problema, la sua disponibilità c’è in ogni direzione, io da questo punto di vista la apprezzo molto”.

Sala fa dietrofront: il suo era un messaggio politico, ma gli è andata male

Alle 17,30, tutte le parti in causa – Scala, presidenza del Senato e Comune – hanno però fatto sapere che la soluzione è stata trovata. Sarebbe questa: tutti sul palco reale. Sala fa dietrofront- preso in contropiede da La Russa. In particolare, in prima fila il sindaco Beppe Sala con la compagna Chiara Bazoli; la senatrice a vita Liliana Segre; il presidente del Senato Ignazio La Russa con la moglie. In seconda fila, il vicepremier e ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini con la compagna, il ministro per la Cultura Sangiuliano con la moglie, la ministra delle Riforme Maria Elisabetta Casellati con il marito, oltre al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana.

 

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