Accordo Ue sui migranti, successo dell’Italia. Piantedosi: “Determinante il governo Meloni”

20 Dic 2023 11:38 - di Adriana De Conto
Patto Ue migranti Italia

C’è il grande lavoro dell’Italia e del governo Meloni alla base dell’accordo sui migranti trovato in Europa. Consiglio e Parlamento europeo hanno trovato un’intesa, raggiungendo un accordo sui cinque pilastri principali del Patto sui migranti e l’asilo. Lo ha annunciato il commissario Ue, Margaritis Schinas: “Tutti i pezzi stanno andando al loro posto. Abbiamo fatto una svolta sui cinque pilastri fondamentali del patto su migrazione e asilo”. Arrivare a questo risultato non è stato facile ma ora cambierà tutto: “L’Europa sta finalmente dando risultati in materia di migrazione”. Ora la ratifica dovrà essere fatta dai singoli Stati aderenti all’Ue. “Il 20 dicembre 2023 passerà alla storia” come “il giorno in cui l’Ue ha raggiunto un accordo storico su una nuova serie di regole per gestire la migrazione e l’asilo”. Via social la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, esprime la sua soddisfazione.

Piantedosi: “Sbloccato il Patto Ue sui migranti. Italia protagonista”

Ad essere più soddisfatto di tutti è il governo italiano. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si sofferma infatti sul lavoro costante con cui l’esecutivo “ha riportato al centro dell’agenda europea il tema migratorio. Grazie alla capacità di trovare il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà siamo riusciti a portare avanti e concludere un negoziato che era fermo da anni”. Un successo che mostra la centralità dell’Italia, alla faccia di coloro che denigrano quotidianamente. “L’approvazione del Patto è un grande successo per l’Europa e per l’Italia- aggiunge Piantedosi-  che ora potrà contare su nuove regole per gestire i flussi migratori e contrastare i trafficanti di esseri umani”.

Accordo Ue, Piantedosi: “L’Italia ha portato  al centro dell’agenda la pressione migratoria”

Piantedosi si sofferma sul punto di arrivo di un percorso a cui il governo italiano ha lavorato:  “Il Patto è il frutto di lunghe trattative in cui l’Italia ha sempre svolto un ruolo da protagonista. Per affermare una soluzione di equilibrio che non facesse più sentire soli i Paesi di frontiera dell’Ue, particolarmente esposti alla pressione migratoria”, ha proseguito il titolare del Viminale non appena reso noti i termini del Patto. “Ringrazio i miei colleghi che durante gli incontri formali e informali, da ultimo a Bruxelles lo scorso 4 dicembre, hanno sempre apprezzato la posizione del nostro Paese. Che ha agito con l’obiettivo di dotare l’Europa di strumenti più efficaci, per superare il regolamento di Dublino; e per gestire in una forma veramente solidale la sfida delle migrazioni”.

Migranti, von der Leyen: “Saranno gli europei, non i trafficanti, a decidere chi verrà nella Ue”

Ursula von der Leyen ha messo in evidenza come, “saranno gli europei a decidere chi verrà nell’Ue e chi potrà restarvi. Non i trafficanti. Significa proteggere chi ha bisogno”. Ha specificato che gli Stati europei, con questo nuovo patto, saranno chiamati a condividere “gli sforzi in modo responsabile. Mostrando solidarietà a coloro che proteggono le nostre frontiere esterne. E prevenendo al contempo la migrazione illegale verso l’Ue”. Il patto, viene sottolineato, “fornirà all’Ue e ai suoi Stati membri gli strumenti per reagire rapidamente in situazioni di crisi: quando gli Stati membri si trovano ad affrontare un gran numero di arrivi illegali; o di strumentalizzazione quando Paesi ostili tentano deliberatamente di destabilizzare l’Ue o i suoi Stati membri”.

In cosa consiste il Patto Ue sui migranti

Il Patto consiste in cinque distinti regolamenti Ue: si toccano tutte le fasi della gestione dell’asilo e della migrazione. Dallo screening dei migranti irregolari al loro arrivo nell’Ue; al rilevamento dei dati biometrici, alle procedure per presentare e gestire le domande di asilo. Stabiliscono le norme sulla determinazione di quale Stato membro è responsabile della gestione di una domanda di asilo. Viene riconosciuta la solidarietà obbligatoria per i Paesi riconosciuti sotto pressione migratoria: che si esprime con la ricollocazione dei migranti o il versamento di una quota. Tra l’altro, migliorano le procedure di identificazione all’arrivo: “inclusi il riconoscimento facciale e le impronte digitali, che coprono i bambini dall’età di sei anni” in su. In generale, le procedure di richiesta asilo non dovranno durare più di 6 mesi:  “con limiti più brevi per le richieste manifestamente infondate o inammissibili e alle frontiere dell’Ue”.

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