Gli 8 punti del piano promosso da Meloni e Sunak sui migranti. FdI: “Salto di qualità concreto”

6 Ott 2023 15:23 - di Federica Parbuoni
meloni sunak

È articolato in 8 punti il piano per contrastare l’immigrazione clandestina concordato ieri a Granada da Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Albania e Commissione Ue, su iniziativa congiunta dei premier italiano e britannico Giorgia Meloni e Rishi Sunak. I due leader sono riusciti a ottenere il tavolo nell’ambito del vertice della Comunità politica europea, dove inizialmente non era previsto. Il lavoro e le dichiarazioni congiunte di Meloni e Sunak “segnano un salto di qualità concreto nella gestione del tema migranti e su altre importanti questioni di carattere internazionale”, ha commentato il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo ed eurodeputato di FdI, Nicola Procaccini, sottolineando che “viene sancita la necessità che per garantire asilo e rifugio a chi ne ha diritto è necessario fermare le partenze irregolari e i trafficanti di esseri umani, al contempo avviando collaborazione e cooperazione con gli Stati di Africa e Medioriente”.

Il significato anche politico della collaborazione tra Meloni e Sunak

Procaccini, poi, ha posto l’accento anche sul fatto che “la collocazione e il ruolo geopolitico della Gran Bretagna possono rappresentare un fattore importante anche su altre importanti tematiche, legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e alla guerra in Ucraina. Va dato quindi merito al presidente Giorgia Meloni di un’azione diplomatica efficace, che porta l’Italia ad essere interlocutore autorevole e apprezzato”. A sottolineare il significato politico della collaborazione tra i due premier è stato anche il capodelegazione di FdI-Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, spiegando che la scelta di Meloni e Sunak di presentare la propria azione alle rispettive pubbliche opinioni attraverso una lettera congiunta pubblicata in Italia sul Corriere della Sera e nel Regno Unito sul Times “dimostra quanto sia saldo il legame tra le nostre nazioni e rappresenta un ulteriore tassello importante della politica estera di questo governo”.

“L’Italia sempre più forte a livello internazionale”

“La determinazione di Italia e Gran Bretagna sul tema della migrazione – ha proseguito Fidanza – ha portato a un cambio di passo nel dibattito europeo, come evidenziato anche dai dieci punti proposti dalla presidente von der Leyen nella sua ultima visita a Lampedusa”. “Quello dei migranti è un tema globale e come tale va affrontato, bloccando il flusso di migranti illegali e il conseguente traffico di esseri umani, per offrire un’accoglienza migliore a tutti coloro i quali ne hanno davvero bisogno. Bene quindi la cooperazione tra Italia e Gran Bretagna, in sinergia con gli altri partner europei, per continuare il dialogo con le nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa”. Anche per Manlio Messina, vicecapogruppo di FdI alla Camera, “con la lettera congiunta Meloni Sunak si rafforza l’asse tra i governi conservatori dell’Italia e del Regno Unito per contrastare il fenomeno dell’immigrazione illegale di massa. Grazie al governo Meloni l’Italia è sempre più forte a livello internazionale a difesa dei nostri interessi nazionali”.

Cosa prevedono gli 8 punti del piano promosso da Meloni e Sunak

Il piano concordato a Granada prevede al primo punto l’impegno ad adottare “azioni vigorose, insieme e in cooperazione con i Paesi partner, per contrastare il traffico di migranti lungo le rotte e alle frontiere esterne, anche attraverso un’azione congiunta per chiudere le catene di approvvigionamento delle bande organizzate attraverso lo scambio di informazioni, la cooperazione operativa e misure per fermare tutti le navi coinvolte nel traffico e in campagne di sensibilizzazione”. Al secondo quello per “aggiornare il quadro giuridico per rafforzare la lotta contro i trafficanti di esseri umani, garantendo l’armonizzazione dei reati e lavorando insieme a livello delle Nazioni Unite”. Terzo: “Sviluppare partenariati globali con i Paesi chiave per affrontare le cause profonde della migrazione e sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso azioni di istruzione, creazione di posti di lavoro e adattamento climatico”. Quarto: “Sostenere i Paesi partner nel rafforzare la protezione delle frontiere per prevenire attraversamenti di frontiera non autorizzati, nonché le capacità di ricerca e soccorso, attraverso il dispiegamento di personale, attrezzature e altro materiale”.

Dal contrasto dei trafficanti al rafforzamento della cooperazione

Il quinto punto dell’accordo riguarda l’impegno a “sostenere i Paesi partner, anche attraverso l’Unhcr e l’Oim, fornendo adeguati livelli di finanziamento per garantire una risposta adeguata ai movimenti misti garantendo protezione e rafforzando il ritorno volontario assistito e la reintegrazione”. Il sesto è “rafforzare la cooperazione in materia di rimpatrio e riammissione, sostenendosi a vicenda attraverso una rete di ufficiali di collegamento nei Paesi partner, la condivisione di competenze, la sensibilizzazione diplomatica e le operazioni di rimpatrio”. Il settimo punta a “fornire opportunità di ammissione umanitaria e reinsediamento a coloro che hanno diritto alla protezione e altri percorsi legali”. Infine, l’ottavo e ultimo punto: “Rafforzare la cooperazione sulla politica dei visti e riconoscere l’importanza di regimi di visti efficaci nel controllare la migrazione irregolare e garantire la cooperazione sulle riammissioni”.

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