Blitz a Caivano, sequestrato l’arsenale della camorra a due passi dal Parco Verde. FdI: “Lo Stato c’è”

27 Ott 2023 8:39 - di Gabriele Alberti
Blitz Caivano

A Caivano l’arsenale della camorra scoperto grazie ad un metal detector. Lo Stato c’è e le promesse del governo sono molto più di un impegno per restituire il territorio alla legalità. I carabinieri hanno sequestrato quasi 10 chili di stupefacenti e armi da guerra, tra cui anche una mitragliatrice. L’arsenale era a due passi dal Parco Verde di Caivano, nel centro storico della città. I carabinieri della locale compagnia hanno effettuato controlli mirati, anche fuori dal Bronx caivanese. Durante una perquisizione nell’abitazione di Emanuele Padulo, 40enne già noto alle forze dell’ordine, i carabinieri hanno trovato circa 4900 euro in contante dall’origine dubbia. In casa un impianto di videosorveglianza con telecamere in alta definizione e un microtelefono.

Blitz a Caivano: armi e droga, proiettili vicino al Parco Verde

Ancora: in un casolare adiacente all’appartamento del 40enne un altro uomo: Massimo Natale, 51 anni, che all’arrivo delle forze dell’ordine ha tentato la fuga in bici. Grazie agli artificieri del comando provinciale di Napoli, con un metal detector vengono avviati controlli più approfonditi. Nella parete esterna del casolare erano nascoste 4 pistole con matricola abrasa cariche di munizioni (Una Glock, una Beretta 92FS, una Beretta 98FS, una Tanfoglio 21) e una mitragliatrice Scorpion. E ancora quasi 600 proiettili di vario calibro, 6 chili e mezzo di hashish, 2 chili e 300 grammi di cocaina e quasi un chilo di marijuana. Padulo e Natale sono finiti in manette, portati in carcere in attesa di giudizio. Non cade di un millimetro la presenza dello Stato così come decretato dal governo Meloni. Nonostante il clima internazionale incandescente; nonostante la definizione della manovra, nonostante gli impegni internazionali. La svolta impressa dal dl Caivano è sotto gli occhi.

FdI: “lo Stato c’è. Il governo restituirà ai giovani un’Italia nuova”

L’intensificarsi dei controlli a tappeto “è il segno tangibile che lo Stato c’è. Dopo anni di immobilismo e di chiacchiere che hanno lasciato le zone degradate d’Italia abbandonate al loro destino e in preda al crimine organizzato”. Le parole della senatrice di Fratelli d’Italia Carmela Bucalo, responsabile nazionale Scuola di Fdi. La parlamentare si sofferma su altri aspetti del decreto Caivano. Il combinato disposto –contrasto al crimine organizzato e riqualificazione del territorio-  sono i pilastri sui quali “questo governo intende  restituire ai giovani e all’Italia una Nazione nuova”. E non sono solo parole, siamo in presenza di un governo che fa quel che dice: dalla visita della premier Meloni a Caivano si sono avvicendati periodicamente molti ministri dell’esecutivo, da Mantovano a Valditara ad Abodi. L’ annunciata  ristrutturazione del centro sportivo di Caivano, sarà ultimato in sei mesi. Il luogo, fino a oggi in stato di degrado dove si sono verificati gli abusi nei confronti delle due cuginette minorenni; e piazza di spaccio di droga, diventerà un simbolo del riscatto e della presenza dello Stato.

A Caivano la svolta dopo l’intervento del governo

L’otto ottobre scorso Don Patriciello dichiarava: «Da quando Meloni è venuta a Caivano, lo spaccio è quasi scomparso», confermando la svolta di Caivano dopo l’intervento del governo. Le parole del sacerdote in prima linea contro la  camorra e microcriminalità dicono tutto. Alla faccia dei Saviano di turno che parlarono di “sceneggiata” del governo, il dl Caivano è una realtà.

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