Anche Lucia Annunziata dice no ad Elly Schlein: non si candida, forse teme una figuraccia…

4 Set 2023 9:56 - di Giulio Fioretti
Lucia Annunziata

“Non mi candiderò mai e poi mai alle Europee. Né con il Pd né con nessun altro partito”. Lucia Annunziata smorza gli entusiasmi di Elly Schlein e smentisce categoricamente di essere in pista per le elezioni europee del 10 giugno. Nei giorni scorsi dallo staff del segretario nazionale di Largo del Nazareno era trapelata la voce di un impegno diretto in politica per la giornalista, dimessasi dalla Rai “in polemica con la la nuova linea governativa” alla fine della stagione del programma “Mezz’ora in +”, condotto su Raitre per diciott’anni. Un duro colpo per la Schlein.

Lucia Annunziata, la Presidente “di garanzia”

73 anni, salernitana, una provenienza di sinistra radicale come il suo concittadino Michele Santoro, Lucia Annunziata nel 2003 diventò Presidente di viale Mazzini durante il secondo governo Berlusconi. Un incarico che durò un anno, fino alle dimissioni, e che coincise con il famoso “editto bulgaro”, la dichiarazione da Sofia di Berlusconi contro Enzo Biagi che portò all’allontanamento dalla Rai del noto giornalista, senza che la Annunziata profferisse parola. Una tesi rilanciata proprio da Michele Santoro nei mei scorsi, che aveva sottolineato come la collega non fosse affatto “una martire” e una vittima del sistema, ma una giornalista che aveva liberamente scelto di andare via dalla televisione pubblica.

La solitudine di Schlein

Elly Schlein si trova a dover incassare un rifiuto importante: Lucia Annunziata era una delle “figurine” della narrazione inventata di un Paese dominato da chi governa che non lascia spazio agli oppositori. Una tesi inconsistente, visto che la giornalista salernitana ha lasciato viale Mazzini volontariamente, senza nessuna costrizione. La Schlein pensa alle elezioni europee come rivalsa interna contro Meloni e non come appuntamento politico cruciale per cambiare i destini dell’Europa. Il Partito Democratico è la forza italiana di espressione dei progressisti, che potrebbero lasciare la maggioranza con i popolari e fare posto a un accordo moderato con i Conservatori.

Un partito senza un progetto alternativo

Il rifiuto di Lucia Annunziata fa chiarezza sulla crisi esistente all’interno di Largo del Nazareno. Il Pd non ha nessuna connotazione riformista, nè un progetto alternativo al governo. Insegue la scia populista dei Cinquestelle e pensa di potere sfruttare i varchi di quei settori della protesta che, ovviamente, sono fisiologici in democrazia. Non è reato contendersi i voti degli ex percettori del reddito di cittadinanza ma è segno di assoluta insufficienza abbaiare continuamente alla luna senza indicare proposte serie e percorribili. Schlein è agganciata a Conte e a Landini ma isolata, per esempio, dai centristi, dalla Cisl e da una componente interna moderata e cattolica che non vede nella sua segreteria nessuna traccia di riformismo. E se anche i totem come la Annunziata le dicono no, per Elly Schlein il futuro politico appare assai nebuloso.

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