Femminicidi, Roccella e Delmastro: “La legge si può fare in due mesi, se l’opposizione collabora”

20 Ago 2023 10:43 - di Carlo Marini

Contro i femminicidi si può intervenire con una legge in tempi rapidissimi. Lo ricordano lanciando un appello all’opposizione due esponenti del governo, Eugenia Roccella e Andrea Delmastro. In un’intervista a “Il Messaggero”, la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità spiega che “il governo ha preso a cuore” il dramma dei femminicidi, “ad esempio aumentando di un terzo i fondi per il piano anti-violenza e quindi anche per i centri e le case rifugio”.

Il governo ha già approvato un pacchetto di misure prima dell’estate

Inoltre all’inizio dell’estate, ricorda la Roccella “abbiamo approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge molto importante perché penso che possa davvero salvare vite. È un provvedimento che punta fortemente sulla prevenzione, rafforzando le misure cautelari, dall’ammonimento al braccialetto elettronico, prevedendo l’arresto in flagranza differita, fissando tempi rapidi e stringenti per la valutazione del rischio da parte dei magistrati e di conseguenza per l’adozione rapida delle misure cautelari. È un pacchetto robusto che mira a interrompere il ciclo della violenza fin dai primi segnali, prima che accada l’irreparabile”, spiega la ministra.

Roccella: “Norme anti femminicidi, esiste una corsia veloce”

Sui tempi di approvazione Roccella aggiunge: “Il provvedimento è già stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera. È un ddl e non un decreto proprio perché vorremmo su questo tema la massima condivisione. Se tutti davvero concordiamo sull’urgenza, il Parlamento potrebbe per esempio decidere per l’iter cosiddetto redigente, molto piu’ rapido delle procedure normali. Sarebbe un segnale importante se le forze politiche decidessero tutte insieme di procedere in questo modo”. Infine, la specializzazione del personale che tratta i casi di violenza, “è fondamentale” per il ministro, “ma la formazione, su cui stiamo lavorando, richiede tempo. Per questo nel ddl abbiamo previsto che i casi di violenza vengano assegnati ai magistrati che si siano gia’ occupati della materia, per favorire la specializzazione fin da subito”.

Formazione che andrebbe resa obbligatoria. “Certo. In alcuni casi, però, le leggi esistono ma sono inattuate. Penso ad esempio all’articolo del Codice rosso relativo alla formazione degli operatori di polizia. Se finora ci siamo concentrati soprattutto sul rafforzamento delle norme, la formazione è la nostra prossima priorità”, conclude.

Il sottosegretario Delmastro: “Se non c’è una logica conflittuale possiamo avere un iter rapido”

Il ddl Nordio-Piantedosi-Roccella “non va trasformato in decreto. Se in Parlamento maggioranza e opposizione riconoscono l’urgenza delle nuove misure, le commissioni possono approvarla in 15 giorni, tutto l’iter si esaurisce in due mesi. Può essere legge per Natale se maggioranza e opposizione condividono l’urgenza”. Così il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, in un’intervista a ‘Repubblica‘, parlando della legge per prevenire i femminicidi.

L’iter rapido, sottolinea però, può essere messo in pratica “a patto che non ci sia una logica conflittuale, perché questo è un tema che non ha colore politico. È un flagello sociale. Al di là del singolo caso, la stessa narrazione purtroppo si riscontra in moltissime vicende”. “Il ddl dà la possibilità di agire subito sui ‘reati spia’ di un femminicidio e di usare in modo più invasivo il braccialetto elettronico, il divieto e l’obbligo di dimora come per la criminalità – ricorda Delmastro -. È un modo per dare a polizie e magistrati gli strumenti per intervenire prima di quanto non si faccia ora. Se la politica si muove, si muova però anche la magistratura”. Infine “c’è una proposta di legge alla Camera – conclude Delmastro parlando della legge Bongiorno – che prevede l’avocazione della Procura generale di fronte all’inattività dei pm che, in casi come l’ultimo, può essere fatale. Va votata subito”

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