D’Alema si butta sul mattone: ha trasformato la sua società di consulenza in una holding immobiliare

23 Lug 2023 11:27 - di Carlo Marini
D'Alema, immobiliare

L’ex premier nonché ex leader dei Ds Massimo D’Alema ha dirottato i suoi interessi nel campo immobiliare. Lo svela un articolo di Open firmato Fosca Bincher, pseudonimo anagrammato del suo direttore Franco Bechis, riportando con dovizia di particolari i passaggi.

D’Alema, in base a quanto scrive il giornale on line fondato da Enrico Mentana, avrebbe infatti trasformato la sua società di consulenza,la DL&M advisor.

È nata l’immobiliare di D’Alema: la scoperta di Open

«La società continua a fare consulenze – scrive Bechis – ma l’articolo 3 dello statuto è stato modificato per consentire anche l’acquisizione di partecipazioni e l’ingresso nel business immobiliare.

Il bilancio 2022 della DL&M advisor di D’Alema si è chiuso con un utile di 393.807, inferiore ai 581.697 euro dell’anno precedente. Anche il fatturato è sceso da poco più di un milione a 820.881 euro, di cui 24 euro realizzati in Svizzera. L’attività immobiliare non è ancora iniziata, mentre c’è stata la prima acquisizione con la nuova missione da holding di partecipazioni. La DL&M advisor è anche diventata azionista di minoranza della società agricola La Madeleine s.s., che produce i vini di D’Alema. Per 740 mila euro è stato infatti rilevato il 30% del capitale dal fondo di investimento Amana Investment Glass Fund SCSp che era entrato in fase di lancio dell’azienda agricola». In pratica, un’acquisizione in casa.

D’Alema è indagato per “corruzione internazionale aggravata”

D’Alema aveva aperto la società di consulenza dopo avere lasciato la vita politica attiva. Per il suo ruolo di intermediazione in una vendita di navi e aerei di Fincantieri e Leonardo al governo della Colombia è stato oggetto di in un’indagine giudiziaria, tuttora in corso.

Il 6 giugno scorso la Digos ha infatti effettuato una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici romani di Alessandro Profumo (nella veste di amministratore delegato di Leonardo), dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, di Giuseppe Giordo, ex direttore del settore Navi di Fincantieri e di Gherardo Gardo, nella veste di contabile di D’Alema.

Il decreto di perquisizione nei confronti dei quattro indagati era stato emesso nell’ambito delle indagini dell’ufficio inquirente partenopeo sulla compravendita di navi e aerei alla Colombia.

Oltre ai quattro, sono indagati anche Umberto Claudio Bonavita, Francesco Amato, Emanuele Caruso e Giancarlo Mazzotta. A tutti viene contestato il reato di corruzione internazionale aggravata, in quanto avrebbero agito con l’ausilio di un gruppo criminale organizzato attivo in diversi Stati, tra cui Italia, Usa, Colombia e anche in altri. I fatti contestati risalgono a una data prossima al 27 gennaio 2022.

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