Murgia insiste sul 2 giugno: “La colpa è di La Russa”. Ma a sinistra c’è chi è stufo di gaffe antifasciste

5 Giu 2023 7:48 - di Lisa Turri
Murgia

Michela Murgia insiste. Non era un saluto romano quello del capo incursori del Comsubin della Marina alla sfilata del 2 giugno. Ma era comunque, per lei, un gesto inquietante. Murgia mantiene il punto e in un video su Instagram rincara la dose prendendosela con Ignazio la Russa.

“Questa sequenza di gesti e parole, potenzialmente interpretabili, non si è svolta a caso, ma sotto un palco d’onore dove qualcuno li ha poi effettivamente interpretati. Il Senatore La Russa, seconda carica dello Stato, quello col busto di Mussolini in casa, a quelli che dovrebbero essere gesti comuni nella liturgia della parata, ha risposto con un gesto non comune: la V di Vittoria. Non credo si stesse complimentando per la coordinazione della coreografia”.

E aggiunge: “La vera domanda è: sono io ignorante, oppure è il presidente del Senato che ha strumentalizzato quei segni e quelle parole a suo modo? Lasciando intuire a chi guardava che quella sequenza sottintendesse altro? Se la risposta è la seconda, e io credo di sì, dovrebbero essere le stesse forze armate a chiedere a La Russa perché ha permesso, con la sua pantomima dal palco, di equivocare il loro gesto innocente. Se su quel palco non ci fosse stato lui, nessuno avrebbe pensato quello che in tanti abbiamo pensato”.

Una sorta di allergia irrefrenabile quella di Michela Murgia dunque, per cui basta la sola presenza di un personaggio politicamente sgradito per evocare fantasmi e incubi. E il bello è che non lo pensano sottovoce, ma lo dichiarano apertamente. Come De Benedetti a cui sta sulle scatole quella  “faccetta là” (sarebbe la faccia di Giorgia Meloni) che si aggira per Palazzo Chigi.

Quanto sia controproducente tutto ciò a sinistra comincia a essere chiaro e c’è chi dice “basta”. Di tali reazioni fa una sintesi su Libero Daniele Dell’Orco: “«L’ennesima prova che con avversari così (la destra, ndr) governerà trecento anni», scrive Luca Bizzarri; «Una fake», dice l’ex ministro dem Lorenzo Guerini; «Murgia è la migliore alleata dei fascisti», twitta Filippo Rossi; «Mia nonna ha alzato il braccio dal salumiere», ironizza Tommaso Cerno; «Accusa assurda», argomenta il giornalista di Repubblica Massimiliano Coccia, ritwittato dal ministro Crosetto. Forse dopo anni che gli inadeguati di sinistra facciano solo un favore politico ai loro avversari lo stanno capendo tutti”.

Poi ci sono i difensori ad oltranza, come Luca Bottura che sulla Stampa rivendica l’antimilitarismo della Murgia e rimbrotta i “terzisti” che la attaccano. Ma come – scrive – il governo ostenta un immaginario “missino” e voi puntate l’indice contro Michela? Un tormentone che forse ci regalerà altre divertenti puntate…

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