Salone del libro, supercazzola della Schlein sul dissenso e pistolotto di Saviano: la Roccella li asfalta

21 Mag 2023 11:53 - di Chiara Volpi
Schlein Saviano

La ricostruzione della sinistra degli eventi di ieri al Salone del libro di Torino non solo è sgrammatica dal punto di vista della cronaca dei fatti, ma risulta addirittura politicamente illogica, centrata su una consecutio di tempi e modi di una lettura analitica della sinistra fuorviante e volutamente pretestuosa. I commenti di Elly Schlein sulla livorosa protesta di ieri contro il ministro Roccella. E le dichiarazioni di Roberto Saviano, unitamente alla polemica innescata da Fratoianni e compagni contro la Montaruli, giustificano le contestazioni che hanno impedito al ministro della Famiglia di parlare in un luogo deputato al dibattito e al confronto come il Salone del libro di Torino.

Salone del libro, la faccia tosta di Schlein e Saviano: fanno i soloni della democrazia

Assolvendo e martirizzando, contestualmente, il direttore uscente della kermesse, Nicola Lagioia, che avrebbe dovuto evitarle. O, quanto meno, gestirle al meglio. E ancora una volta, i soliti soloni di sinistra mettono la firma sul militantismo di chi agisce in nome dell’intolleranza becera che sfocia in manifestazioni di violenza fisica e ideologica come quelle andate in scena ieri a Torino.

Ma giustificano odio ideologico e violenza contestataria dei manifestanti di Torino

Un tentativo di minimizzare da una parte, e rivendicare dall’altra, quello con cui ieri la segretaria del Pd Elly Schlein, ospite di In onda su La7, ha giustificato la vergognosa sceneggiata attivista di ieri a Torino, sostenendo superficialmente a favore di telecamera che «in una democrazia chi sta al Governo e ha il potere deve mettere in conto che ci siano le contestazioni e il dissenso, chi fa politica in generale lo deve mettere in conto». Dati i nuovi dettami della sua armocromista, certo la Schlein non indossava il colbacco in diretta tv, ma come ha commentato ieri a caldo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti sul silenziatore imposto alla Roccella, «i soliti radical chic da loft 20/mo piano che, con l’arroganza violenta dei bolscevichi della Rivoluzione d’ottobre, anche oggi mostrano il volto intollerante della sinistra di cui la Schlein è interprete fedele».

Foti incenerisce le affermazioni della Schlein: “Fuori dal mondo”

E ancora. «Elly Schlein supera se stessa e accusa il governo di essere “autoritario’ poiché a suo straparlare non saprebbe rapportarsi con il dissenso», ha proseguito Foti in una nota. Aggiungendo oggi: «Pur essendo segretaria del principale partito d’opposizione, Schlein continua dunque a comportarsi da “sardina”: impedire a un ministro, come a qualsiasi altra persona, di parlare ad un evento pubblico non può essere derubricato affatto come dissenso. Ma è violenza e, come tale, da condannare senza indugio». «Un pensiero – si fa per dire – fuori dal mondo – avverte il capogruppo alla Camera di FdI– quello della segretaria del Pd, che non solo si mostra per l’ennesima volta incapace di esprimere un giudizio obiettivo su quanto accaduto al ministro Roccella. Ma svela la sua connivenza politico-culturale con coloro che sanno solo urlare e minacciare, ma non confrontarsi e ragionare».

«Un odio politico da cui la Schlein non riesce a prendere le distanze»

E rinnovando la sua «solidarietà al ministro della Famiglia per la violenza subita», Foti plaude «al suo impeccabile comportamento istituzionale di fronte a coloro che al Salone del Libro non sono andati mossi da una qualche curiosità culturale, ma solo accecati dall’odio politico. Quell’odio da cui Schlein non riesce a prendere le distanze», ha concluso l’esponente di Fratelli d’Italia. Un giudizio condiviso anche dal senatore forzista Maurizio Gasparri che, sulla vicenda Roccella, oggi ha a sua volta commentato: «C’è troppa gente con il colbacco stalinista in giro nelle tv. Ma anche là dove il libro e il sapere andrebbero abbinati alla libertà di pensiero, e purtroppo anche nelle file della sinistra politica. Urgono parole chiare contro ogni violenza, per non allevare nuove “volanti rosse”», conclude il vicepresidente del Senato.

Dopo la Schlein, anche Saviano si unisce al coro della sinistra anti-governo

Invece ieri, ancora una volta i soliti soloni di sinistra, sia prima che dopo i vergognosi eventi torinesi, discettavano sul diritto al dissenso inneggiando al dialogo e la confronto democratico: esattamente quanto negato a suon di insulti e strepiti dal ministro Roccella che, in piena contestazione, ha continuato ad esortarli. Pensiamo, tanto per fare un esempio, alle dichiarazioni rilasciate da Saviano a tutta pagina sul Domani. Dichiarazioni in cui l’autore di Gomorra, guru della sinistra buonista e radical chic, asseriva che «questa destra (quella al governo, ndr) è violentissima»… Salvo poi venire smentito dai fatti cinque minuti dopo da Torino dove è andato a presentare il suo nuovo podcast. Come dirimere la smentita e la contraddizione?

La Schlein e Saviano smentiti dai fatti, ribaltano la verità

Facile: per lo scrittore paladino della sinistra basta ricorrere a un ennesimo paradosso. E arrampicarsi sugli specchi del grottesco, improvvisando: «In realtà questi ministri e politici sono venuti qui a provocare… Non ribaltiamo la verità», ha affermato Saviano rigirando platealmente la frittata. E aggiungendo al danno, pure la beffa: «Le parole di La Russa e Sangiuliano e le parole della ministra Roccella sono vere e proprie provocazioni. Quindi la contestazione entra in questa dialettica», è la tesi lunare dello scrittore. Una teoria propagandata in spregio di verità dei fatti e onestà intellettuale.

La risposta della Roccella che mette ko lo scrittore napoletano

Per fortuna a rispondere a Saviano ha provveduto la stessa Roccella. La quale, in un lungo post dedicato alla giornata di Torino, riserva un passaggio anche alle bizzarre tesi dello scrittore napoletano. «Non mi ha colpito invece, perché non mi aspettavo nulla di diverso, lo sproloquio di Roberto Saviano – scrive il ministro su Facebook –. Secondo il quale io sarei andata al Salone del Libro a “provocare”, perché “l’utero in affitto non va demonizzato”. Certo, ho provocato: volevo persino dialogare!». Guru colpito e affondato. Non serve davvero aggiungere altro…

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