Solidarietà alla Roccella, la sinistra tace e ignora gli appelli alla condivisione di ministri e intellettuali

20 Mag 2023 19:38 - di Bianca Conte
solidarietà alla Roccella

Dopo il caos scatenato da un manipolo di sostenitori dell’utero in affitto al salone del libro di Torino, che ha impedito a Eugenia Roccella anche solo di potersi esprimere, nonostante i ripetuti inviti al dialogo costruttivo e al confronto democratico, immediata è scattata la solidarietà al ministro della Famiglia e della natalità. Una solidarietà che, finora almeno, la sinistra politica e culturale che non ha ritenuto di dover concedere al ministro insultato e messo a tacere a suon di urli e strepiti di un manipolo di attivisti che proprio in quell’universo ideologico si muovono e si allineano. Unanime, invece, la condanna per quanto accaduto al ministro, e la vicinanza dimostrata ,da esponenti politici ascrivibili alla galassia del centrodestra.

Solidarietà alla Roccella da ministri e esponenti della cultura. Ma la sinistra tace

Un mondo istituzionale che, dal ministro Sangiuliano, ai ministri Urso, Musumeci, Santanché e Bernini, ha espresso solidarietà alla collega e indignazione per quanto subìto. Non mancando di sottolineare negativamente il silenzio assordante della sinistra in queste ore. E allora, se il ministro Sangiuliano ha parlato di un atto «inaccettabile e gravissimo», sottolineando che «non permettere a un autore, chiunque esso sia, di poter presentare liberamente il suo libro. Ed esprimere il proprio pensiero, perché bloccato da un gruppo di violenti», è un gesto «antidemocratico e illiberale. Nonché un precedente pericoloso per il libero dibattito delle idee». Per il titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy Urso «nessuna connivenza può essere tollerata. La stagione dei “cattivi maestri”. Di chi giustifica e compiace, è finita. Mi auguro che sia unanime la condanna in ogni caso, sempre e comunque, contro ogni forma di intolleranza».

Tra le righe dei messaggi di solidarietà, l’appello alla condivisione che la sinistra fa cadere nel vuoto

Un appello alla condivisione della solidarietà espressa alla Roccella, che la sinistra lascia cadere nel vuoto. Nonostante l’indicazione suggerita e rilanciata a stretto giro anche dal ministro Santanchè che, nell’esprimere vicinanza alla collega al centro della vicenda torinese abbia dichiarato: «Impedire al Ministro Roccella di presentare il proprio libro è un fatto molto grave e intollerabile. Da condannare in modo unanime da tutto il mondo politico». Un concetto condiviso a chiare lettere anche dal ministro Musumeci che, nel tributare a Eugenia Roccella la «più sincera solidarietà», ha anche voluto rimarcare: «L’avere impedito fisicamente al ministro per la Famiglia il diritto a presentare il suo libro, nel luogo maggiormente deputato per farlo, costituisce un segnale allarmante per tutte le persone di buon senso. Al di là dei colori politici».

Solidarietà alla Roccella e condanna della prevaricazione subìta dal ministro

Perché, come ha ricordato anche il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, «negare la libertà di espressione a qualcuno non è mai una legittima e civile contestazione. Ma un atto di prevaricazione». E allora, tra i primi a deprecare quanto di vergognoso accaduto sotto il palco della kermesse culturale torinese c’è stato anche Giovanni Donzelli, responsabile nazionale organizzazione FdI. Il quale, appreso dell’inquietante show degli attivisti, improntato su intolleranza e coercizione, ha espresso vicinanza al ministro e profonda indignazione per quanto verificatosi. Dichiarando senza mezzi termini: «Solidarietà e complimenti a Eugenia Maria Roccella. Solidarietà perché vittima dei soliti intolleranti, antidemocratici violenti, che non sanno proporre. Ma solo impedire ad altri di parlare. Complimenti perché, mantenendo una pazienza esemplare, ha invitato i contestatori al confronto. Confronto ovviamente rifiutato per evidente assenza di argomenti».

Dal Salone del libro Giubilei commenta: «Antidemocratico impedire a qualcuno di parlare»

Uno sdegno e una riprovazione morale e sociale di cui, dal salone del libro, in contemporanea con la contestazione che montava, ha subito dato conto immortalando le sequenze del sopruso dei manifestanti anche Francesco Giubilei, consigliere del ministro Sangiuliano per le politiche giovanili. Il quale, salito sul palco dell’arena Piemonte  ha commentato a caldo: «Impedire a un ministro, ma in generale a qualsiasi persona, di parlare è un atteggiamento che è fascismo degli antifascisti. Un atteggiamento antidemocratico».

L’assessore regionale Marrone (FdI): quella di oggi è «una pagina buia nella storia della kermesse»

Dure parole di condanna a cui hanno eco quelle che ha pronunciato a stretto giro l’assessore regionale di FdI, Maurizio Marrone negli attimi concitata della contestazione. «Abbiamo avuto la prova della natura di questi contestatori: una natura violenta e prevaricatrice che impedisce l’espressione del libero pensiero. Che impedisce la presentazione di un libro. E non accetta neanche il dialogo perché lo spazio sul palco è stato offerto», ha sottolineato Marrone. Che poi ha anche aggiunto: «È stato letto un comunicato in perfetto stile vetero comunista e il dialogo con c’è stato». Ribadendo che «questo avviene su un palco istituzionale contro un ministro espressione di un governo eletto dai cittadini. E avviene all’interno del Salone del libro che è stato fino ad oggi glorificato come un teatro di libero confronto di culture. Ma che oggi dimostra di non essere così. Oggi, quindi è una pagina molto buia della storia del Salone».

Rubbettino: la contestazione alla Roccella è un brutto segnale per la democrazia

Ha parlato invece di «un’occasione di dibattito sprecata. Non è un bel segnale per la democrazia», l’editore Florindo Rubbettino. Il quale, intervenuto a margine della manifestazione di dissenso nei confronti del ministro Roccella, ha poi aggiunto: «Le contestatrici hanno di fatto impedito al ministro di presentare il volume, nonostante l’intervento di Nicola Lagioia, direttore uscente del Salone che ha provato, inutilmente, a placare gli animi», riferiscono dalla casa editrice. “Il libro di Eugenia Roccella – continua Rubbettino – è anche il racconto di una vita spesa per i diritti civili, delle donne e per la libertà. Le è stato impedito di parlare nonostante lei abbia dato una lezione di stile facendo parlare i contestatori».

Sotto, un video breve da Youtube

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