Eccezionale intervento al Gemelli: protesi del polso stampata in 3D salva una neo mamma dall’amputazione

19 Mag 2023 20:21 - di Redazione
polso

Quando chirurgia specialistica e virtuosismo tecnologico intersecano i loro percorsi strategici, si realizza l’eccezionale. È quanto accaduto con un intervento effettuato al Gemelli dall’équipe del professor Giulio Maccauro, direttore della Uoc di Ortopedia, che ha salvato la mano destra di una donna affetta da un tumore raro del polso. Un successo conseguito grazie all’impianto di una protesi costruita su misura con una stampante 3D da un’azienda italiana, ricostruita sulla base delle indicazioni degli ortopedici del Policlinico capitolino.

Al Gemelli, un polso stampato in 3D salva la mano destra di una donna

Proprio così: un polso su misura, realizzato con una stampante 3D, salva la mano destra di una neo-mamma. L’intervento è stato effettuato alla Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma dall’équipe di Giulio Maccauro, direttore della Uoc di Ortopedia. «La giovane donna, diventata da poco mamma, sta bene e muove tutte le dita della mano. È il primo intervento di questo tipo effettuato al mondo. E rappresenta un eccellente esempio di chirurgia personalizzata», sottolinea il Gemelli commentando il prodigioso evento.

La donna affetta da un raro tumore del polso

«È una paziente di 39 anni ed è stata già sottoposta a diversi interventi ortopedici per il trattamento di un tumore raro. Una patologia che le aveva completamente distrutto l’articolazione del polso destro. La donna – continuano i medici – ha riacquistato l’uso della mano destra e scongiurato il pericolo di un’amputazione. Tutto grazie a un complesso intervento chirurgico che rappresenta anche un “first” assoluto a livello mondiale. La paziente è stata sottoposta a resezione e ricostruzione del polso con stabilizzazione radio-metacarpica, grazie al posizionamento di protesi prodotta “su misura” per lei con una stampante 3D».

L’impiego di una protesi costruita su misura e realizzata in 3D

«L’impiego di una protesi 3D personalizzata – spiega Maccauro – ci ha consentito di adattare l’intervento alle specifiche esigenze della paziente. Garantendo un’accurata riproduzione anatomica e un elevato grado di funzionalità. La ricostruzione del polso con la stabilizzazione radio-metacarpica rappresenta un notevole progresso nel ripristino delle capacità motorie e nella qualità di vita della paziente».

La chirurgia incrocia i percorsi della tecnologia

Non solo. Quello appena realizzato, prosegue l’esperto, «è un intervento che ha un valore aggiunto particolare per una donna che è appena diventata mamma di una bambina. I chirurghi hanno atteso che finisse il periodo di allattamento per intervenire. La paziente è affetta da tumore a cellule giganti, un tumore raro (e la localizzazione al polso è una rarità nella rarità) localmente aggressivo e recidivato più volte, fino a comprometterle del tutto l’articolazione», ricordano i medici.

Per salvare la mano era necessario sostituire il polso con una protesi

Era necessario, per salvarle la mano, sostituire il polso con una protesi. Ma non esistono protesi “industriali” (cioè già pronte) per questa parte del corpo (come accade invece per l’anca o per il ginocchio). «Per questo – ha aggiunto Maccauro – abbiamo contattato un’azienda italiana, la Adler-Ortho, specializzata nella progettazione e produzione di protesi articolari che, partendo dalla Tac della paziente. E seguendo le nostre indicazioni, ha realizzato al computer un prototipo, stampato 3D in plastica». E infine. «Lo abbiamo esaminato, chiesto di fare alcune modifiche e a quel punto è stata “stampata” la protesi definitiva in cronocobalto e titanio».

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