Roma, la brutale aggressione a sfondo razziale contro il bengalese Ahmed fu opera di un gruppo di rom

12 Mar 2023 10:42 - di Redazione

Tutti i media indistintamente hanno parlato di allarme razzismo a Roma per una brutale aggressione ai danni di un bengalese avvenuta a novembre su un bus Atac. Ciò che è stato occultato è il fatto che gli aggressori erano rom. Lo rivela oggi La Verità in un articolo di Fabio Amendolara. Che commenta osservando che ha prevalso la voglia di raccontare una Roma “razzista” facendo passare in secondo piano il fatto che gli aggressori erano rom.

Così La Verità ricostruisce i fatti. “Il 13 novembre 2022 un commando di sei o sette ragazzini guidato da Kevin Hadzovic, ventitreenne senza fissa dimora (che ha indicato la dimora fittizia di via Modesta Valenti, indirizzo anagrafico convenzionale, ossia non reale, che, però, consente il pieno godimento dei diritti di cittadinanza) e indicato come «recidivo», dopo le 2 sale su un autobus della linea notturna. Hadzovic si rivolge ad Ahmed, che aveva appena finito il suo turno di lavoro in un ristorante del centro insieme a un collega, con queste parole: «Bangladino di merda, stai zitto coglione, devi portare rispetto». Poi si avvicina a un millimetro da Ahmed, lo guarda fisso negli occhi e gli sputa in faccia. Ahmed non reagisce. E a quel punto sarebbe partito il primo pugno al volto. Alla fermata Aracoeli, l’autista interrompe la corsa e apre le porte per far scendere i ragazzi violenti. Che, però, spingono fuori anche la vittima. E continuano ad accanirsi contro di lui. L’autista cade a terra. E partono i calci. L’inquietante scena si chiude con il lancio di una bottiglia di vetro e il furto del cellulare. Quando l’autista del bus scende per aiutare Ahmed, i ragazzini fuggono. La vittima finisce in ospedale, dove gli refertano una contusione allo zigomo sinistro e una ferita lacero contusa al cuoio capelluto. Sette giorni di prognosi”.

Si dirà, e giustamente, che questo tipo di violenza ingiustificata non può avere connotazioni etniche. Tuttavia non si vede perché se a commettere aggressioni a sfondo razziale è un gruppo di rom non lo si debba sapere. E questo proprio quando sempre a Roma si è aperta la polemica sull’annuncio contro i borseggiatori in metropolitana. Usare la parola “zingaro” sarebbe stato un atto discriminatorio e offensivo e il responsabile ora sarà sottoposto a un provvedimento disciplinare.
Eppure anche l’Opera Nomadi riconosce che in maggioranza i borseggiatori che agiscono in metro o sui bus sono “in prevalenza purtroppo sono rom, del gruppo Khorakhanè Cergarija, di origine musulmana proveniente da Vlasenica, anche se le ultime due generazioni non hanno mai vissuto in Bosnia ma soltanto in Italia e nei paesi occidentali ricchi”.
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