Nord Stream, a gennaio perquisita in Germania una nave che potrebbe aver trasportato ordigni

8 Mar 2023 14:08 - di Paolo Lami
NORD_STREAM, LA FALLA PROVOCATA DA UN SABOTAGGIO CON ESPLOSIVO RILASCIA GAS SULLA SUPERFICIE DEL MARE

Nel gennaio scorso i magistrati tedeschi ispezionarono un’imbarcazione che consideravano potenzialmente legata alle misteriose esplosioni che il 27 settembre 2022 hanno danneggiato il gasdotto sottomarino Nord Stream, in prossimità della zona del Mar Baltico di competenza svedese interrompendo, di fatto, completamente, l’erogazione di gas dalla Russia alla Germania e all’Europa.

Lo ha rivelato oggi a Karlsruhe, l’ufficio della Procura generale tedesca, spiegando che si sospettava che la nave fosse stata usata per trasportare ordigni esplosivi ipotizzando, evidentemente, l’utilizzo contro il gasdotto Nord Stream che da Viborg e Ust-Luga, in Russia, portava il gas a Greifswald, in Germania. Il sabotaggio del Nord Stream, potenzialmente capace di trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, è avvenuto più o meno a metà della tratta lunga 1.2202 chilometri.

Le autorità tuttavia non hanno rilasciato ulteriori informazioni sulla perquisizione della nave, né sono state fatte dichiarazioni sui possibili responsabili degli attacchi del 27 settembre al Nord Stream o su un loro movente.

Dopo le notizie dei media di chi potrebbe nascondersi dietro l’attacco dello scorso anno ai gasdotti del Nord Stream il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, ha detto che bisogna evitare di trarre conclusioni affrettate. In un’intervista alla Deutschlandfunk, Pistorius ha definito possibile che l’attacco sia stato un’operazione sotto falsa bandiera..

“Potrebbe benissimo essere, e questo è menzionato nelle notizie circolate, che si sia trattato di un’operazione sotto falsa bandiera, in altre parole, fatta in modo da far ricadere la colpa sui gruppi filoucraini o far sembrare le cose tali da poter ricondurre con la stessa probabilità agli uni o agli altri. Quindi ora dobbiamo aspettare e vedere come si sviluppano le cose”, ha detto Pistorius.

“Ciò che sappiamo è che c’è stato un attacco contro i gasdotti del NordStream ma non siamo stati in grado di determinare chi fosse dietro” l’attacco, sostiene il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a Stoccolma. “Vi sono in corso indagini nazionali e credo che sia giusto attendere che siano concluse prima di dire altro su chi ci sia dietro” l’attacco, ha aggiunto.

Kiev, dal canto suo, ribadisce di non avere nulla a che fare con il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, all’indomani delle rivelazioni del New York Times, secondo cui la responsabilità sarebbe da attribuire a un gruppo pro ucraina.

Non è una nostra attività, sarebbe un complimento per le nostre forze speciali ma noi non c’entriamo con quello“, ha detto il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, a margine di una riunione informale dei colleghi dell’Ue a cui è stato invitato. Secondo lo stesso quotidiano, non risulta che il presidente Volodymyr Zelensky fosse al corrente dell’azione avvenuta nel mar Baltico a fine gennaio.

Le notizie che indicano un “gruppo filo-ucraino” dietro gli attacchi ai gasdotti Nord Stream lo scorso anno fanno parte di una “campagna di disinformazione” dell’Occidente, sostiene il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov citato dall’agenzia di stampa Ria Novosti.
”E’ evidente che gli autori dell’attacco vogliono distogliere l’attenzione. Questa è un’ovvia campagna di disinformazione coordinata dai media“, ha detto Peskov. L’Ucraina ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco a Nord Stream.  

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