La sinistra è un disco rotto. Castellina: «Sì a un comitato di liberazione contro le destre»

4 Gen 2023 9:42 - di Michele Pezza
Castellina

Gira e rigira, si torna al punto di partenza: l’antifascismo. Chi pensava che fosse bastata la folle campagna elettorale combattuta dal Pd su questo fronte, peraltro con risultati disastrosi, evidentemente s’illudeva. La sinistra, una parte almeno, ha tutta l’intenzione di continuare a pigiare lo stesso tasto anche ora. Leggere, per credere, l’intervista di Luciana Castellina al Fatto Quotidiano. La sua, un tempo, era una delle voci più critiche della gauche italienne. E anche una delle meno banali. Oggi non si può esprimere lo stesso giudizio, visto che l’unica proposta che riesce ad avanzare è appunto il solito «comitato di liberazione nazionale».

Appello di Luciana Castellina a Pd e M5S

In tal senso, assieme a Fabrizio Barca, Tomaso Montanari e al premio Nobel Giorgio Parisi, ha anche firmato un appello per chiedere ai vertici di Pd e M5S di allearsi nel Lazio. Ovviamente, per arginare le destre. E tanto basta. Non servono programmi, compatibilità e obiettivi comuni. Basta la parola, come recitava lo slogan di una fortunata réclame di Carosello: antifascismo, in questo caso. «Il Pd – argomenta in merito la Castellina – parla ogni due minuti di antifascismo, poi però organizza e tiene le manifestazioni da solo. Se si è antifascisti, la prima cosa da fare è organizzare un comitato di liberazione nazionale». Non fa una grinza.

«Occorre un campo largo, anzi larghissimo»

L’invito è esteso anche a Carlo Calenda. «Lui ha posizioni più simili a quelle di Berlusconi ma è antifascista – spiega l’ex-dirigente comunista -, e pur di fermare le destre va bene il campo largo, anzi larghissimo». E qui i fantasmi evocati dalla seduta spiritica del Fatto Quotidiano diventano due, come le pizze di Peppiniello in Miseria e nobiltà: l’antifascismo, appunto, e il campo largo, anzi larghissimo, di lettiana memoria. Senza considerare che se c’è Calenda, di rimbalzo c’è anche anche il suo ingombrante alleato, più che inviso da quelle parti. Già, sarebbe una goduria vedere la Castellina e Matteo Renzi fianco a fianco nella stessa trincea. Chi l’avrebbe mai detto: l’antifascismo fa miracoli.

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