La figuraccia di Bonaccini: scarica la ‘iena’ Giarrusso dopo la rivolta nel Pd. “Deve scusarsi…”

29 Gen 2023 17:32 - di Lucio Meo

“Noi siamo un partito aperto a chiunque, se Dino Gianrusso vorrà entrare nel Pd prima di tutto chieda scusa a chi ha ferito in passato e soprattutto dimostri di accettare le regole e il percorso di questo partito”. Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria del Pd, replica così a distanza all’endorsement a sorpresa dell’eurodeputato Dino Giarrusso, ex M5S, che ha scatenato una vera e propria insurrezione del partito.  Bonaccini, che ha chiuso la due giorni dell’evento milanese ‘Energia popolare’, ha lanciato la campagna elettorale per le Primarie, senza però chiudere le porte a Giarrusso.

Bonaccini scopre che Giarrusso è sgradito ma non chiude le porte del Pd

Nessuna presa di distanza, rispetto all’annuncio di Giarrusso,  il giorno stesso della dichiarazione a suo sostegno dell’ex “iena” di Italia 1, che in passato aveva criticato con toni pesantissimi il Pd, da militante del M5S, e ora cerca di entrarvi. Solo oggi Bonaccini, alla luce dell’accoglienza pessima riservata a Giarrusso, ha fatto sapere che l’ex grillino potrà entrare nel Pd “se chiederà scusa”. Basterà?

L’arringa ai suoi: “Abbiamo gestito male la sconfitta, ma da adesso tutto cambia”

“Dalla sconfitta del 25 settembre ci separano oltre 4 mesi, se dovessimo fare un bilancio dovremmo dire che più che ancora della sconfitta ci ha fatto male il modo in cui l’abbiamo gestita. Le elezioni si possono vincere o perdere, l’importante è non perdersi, ma che la seconda forza politica del Paese, la prima dell’opposizione, si autoflagelli per mesi e mesi fin quasi suicidarsi è incomprensibile”, ha poi detto il candidato alla segreteria dem, continuando: “Questo percorso congressuale si è dimostrato ancora una volta incompatibile per tempi e modalità con il tempo che viviamo. Prendiamo già da ora un impegno: dal giorno dopo le primarie si cambia e ci diamo regole e strumenti comprensibili alle persone che facciano il bene del Pd e non di chi lo vuole demolire, mai più cinque-sei mesi per eleggere un segretario nazionale”.

L’opposizione alla destra con le “controproposte”

“Gli italiani si aspettano che noi esercitiamo il ruolo che ci hanno assegnato: l’opposizione a questo governo e alla maggioranza di destra che lo sostiene. E si aspettano che lo facciamo nel modo che compete ad una sinistra riformista e di governo: dicendo cioè tutti i no che servono, tutti i sì utili all’Italia e avanzando controproposte che preparino un’alternativa per quando si tornerà a votare”, dice Stefano Bonaccini. “Non siamo una forza né di protesta, né di testimonianza e ci sentiamo impegnati a battere i nostri avversari, la prossima volta, con una proposta nuova che sia migliore e più condivisibile. Dicendo anzitutto chi siamo, chi vogliamo rappresentare e per fare cosa. Siamo il Partito democratico, la sinistra progressista e riformista che mette al centro il lavoro e le imprese serie, che creano occupazione di qualità. Senza impresa, non c’è lavoro” aggiunge.

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