Equo compenso, il mondo delle professioni: «Una legge di civiltà. Ora fare presto anche al Senato»

25 Gen 2023 20:25 - di Natalia Delfino
legge equo compenso

Notai, architetti, avvocati e giovani avvocati. E, ancora, consulenti del lavoro, associazioni delle categorie, enti di previdenza. L’approvazione in prima battuta alla Camera della legge sull’Equo compenso, che porta le firme di Giorgia Meloni e del leghista Jacopo Morrone, ha riscosso il plauso sostanzialmente unanime del mondo delle professioni. Si tratta, del resto, di una legge a lungo attesa, che tutela i professionisti e il loro lavoro, specie nei confronti dei grandi committenti, e stabilisce, tra l’altro, a chiare lettere, che il compenso, per poter essere ritenuto equo, deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e al contenuto.

La soddisfazione degli avvocati per il primo sì alla legge sull’Equo compenso

L’Organismo congressuale forense (Ocf) ha espresso «la soddisfazione dell’avvocatura» per la prima approvazione della legge, ricordando di aver «sollecitato il legislatore fin dal 2017 sulla necessità della legge sull’equo compenso, che superi l’attuale e lesiva “deregulation” nei compensi professionali». La presidente del Consiglio nazionale forense, Maria Masi, poi, ha parlato di «legge di civiltà» e il presidente dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), Francesco Paolo Perchinunno, ha auspicato che ora si possa giungere a una rapida approvazione anche al Senato della legge.

Il «grande apprezzamento» dei notai

«Grande apprezzamento» è stato espresso dal Notariato italiano, che ha a sua volta ricordato che «il mondo delle professioni attendeva da anni questo provvedimento che ripristina il principio costituzionale, per lungo tempo mortificato, secondo il quale la dignità del lavoro passa anche attraverso la congruità del corrispettivo». Il presidente del Consiglio nazionale del notariato, Giulio Biino, quindi, dicendosi fiducioso che «questo passo costituisca un punto di partenza», ha rinnovato «le congratulazioni per la rapidità e l’attenzione mostrata verso i professionisti, da sempre al servizio dei cittadini e del Paese».

Per gli architetti è «un importante passo in avanti» a tutela soprattutto dei giovani

Di «importante passo in avanti a tutela della dignità delle professioni intellettuali, soprattutto verso i giovani» ha parlato il presidente del consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Francesco Miceli. Il consiglio, ha aggiunto, «da tempo sostiene l’importanza dell’approvazione di questa norma, che oltre a riguardare la dignità dei professionisti italiani e il riconoscimento del loro ruolo rappresenta un obbligo morale soprattutto nei confronti dei cittadini. È infatti il presupposto fondamentale per garantire una concorrenza che abbia come riferimento primario, in tutti i settori, la qualità della prestazione professionale».

Inarcassa: «La legge sull’equo compenso inverte una rotta pericolosa»

«Siamo soddisfatti che la Camera abbia dato una accelerazione ai lavori parlamentari su una materia tanto attesa da migliaia di liberi professionisti», ha detto il presidente della fondazione Inarcassa, Franco Fietta, sottolineando che «per gli architetti e ingegneri liberi professionisti, questa legge significa finalmente poter invertire una rotta che, come abbiamo avuto modo di dire a più riprese nei mesi scorsi, stava diventando pericolosa». «Ci riferiamo – ha chiarito – a quelle tipologie di bandi di gara indetti dalle pubbliche amministrazioni per affidamenti di incarichi professionali a titolo gratuito che hanno il solo effetto di piegare il mercato della progettazione, impoverirlo sotto il profilo della qualità con il rischio di compromettere la sicurezza delle opere e, di conseguenza, l’incolumità dei cittadini».

I consulenti del lavoro: «La norma fissa un principio fondamentale: non si lavora gratis»

«Accogliamo con grande favore l’approvazione alla Camera dei deputati del disegno di legge sull’equo compenso ai professionisti. La norma fissa un principio fondamentale: nessuno deve lavorare gratuitamente», ha commentato il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca, auspicando che nel provvedimento rientrino anche i soggetti privati.

Confcommercio e ProfessioneItaliane: ora rilanciare confronto e dialogo

Confcommercio professioni, poi, accogliendo con favore l’approvazione della legge, ha auspicato, dopo l’approvazione definitiva, «un’ampia interlocuzione e confronto con la rappresentanza delle professioni non organizzate in ordini o collegi per definire le modalità di attuazione delle nuove tutele introdotte al fine di poterle applicare a tutte le professioni oltre che per individuare anche i parametri di riferimento per la determinazione del compenso equo». Anche ProfessionItaliane, «a nome di 22 ordini e collegi professionali e di oltre due milioni di loro iscritti», ha espresso «la propria soddisfazione per l’approvazione del testo», auspicando «pari esito al termine della discussione in Senato» e una successiva fase di confronto per rendere la legge ancora più efficace.

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