Caso Regeni, Crosetto crede nella svolta: “All’Egitto conviene darci risposte serie e chiare”

24 Gen 2023 20:27 - di Carlo Marini
caso Regeni

Il governo Meloni è in pressing diplomatico sull’Egitto per avere finalmente collaborazione sulla morte di Giulio Regeni. A 7 anni dal rapimento del 28enne friulano, avvenuta al Cairo il 25 gennaio 2016, si apre uno spiraglio importante sulla vicenda del giovane ricercatore torturato e ucciso.

Lo stesso al-Sisi ha garantito che l’Egitto «farà di tutto per eliminare gli ostacoli che ci sono e che rendono difficile il dialogo con l’Italia», riferisce il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando del suo incontro con il presidente egiziano, pur precisando: «Io ho ascoltato e vedremo se alle parole seguiranno i fatti». Domani Tajani risponderà al question time in Parlamento sul caso Regeni, dopo la sua visita in Egitto lo scorso fine settimana.

Caso Regeni: domani Tajani interviene in Parlamento

Le autorità del Cairo hanno «tutto l’interesse di darci risposte serie e chiare nel tempo più veloce possibile», ha sottolineato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ai microfoni di Diario del Giorno su Rete Quattro ha detto di pensare che sia possibile arrivare alla verità su questa spinosa vicenda. «Penso ci sia la volontà dell’Egitto di cooperare al 100% con l’Italia», ha detto Crosetto rispondendo a una domanda, «perché c’è la necessità delle due nazioni di parlarsi e cooperare, proprio nella prospettiva mediterranea di sicurezza del Nord Africa». Le autorità egiziane, ha aggiunto il ministro della Difesa, «si rendono conto che il tema Regeni è un tema importante per il governo italiano e per l’Italia e quindi hanno tutto l’interesse e tutta la volontà di darci risposte serie e chiare nel tempo più veloce possibile».

Il ministro della Difesa ha ribadito il concetto parlando con i giornalisti a margine di un incontro nella sede del Comando legione carabinieri Sicilia, a Palermo. «Lo Stato – ha detto Crosetto – deve chiedere tutta la verità e pretendere giustizia per Regeni, e contemporaneamente deve tenere rapporti con altri Paesi. Le due cose sono conciliabilissime: la fermezza sulla vicenda Regeni e il fatto che lo Stato debba dialogare con altri che sono fondamentali per il futuro di tutti noi per il Mediterraneo e per il fronte Sud del Paese, come lo è l’Egitto».

 

 

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