Canili e gattili lager: orecchie e code tagliate, sporcizia, farmaci scaduti. Sigilli a 26 strutture in tutta Italia

25 Gen 2023 13:42 - di Antonio Marras

Controlli a tappeto dei Nas effettuati in canili e gattili pubblici e privati di tutta Italia hanno portato al sequestro di 26 strutture e di 871 animali. Sanzionate 29 persone per violazioni penali e 230 per illeciti amministrativi per complessivi 180mila euro. Le strutture ispezionate sono state complessivamente 876, 244 delle quali (pari al 27%) sono risultate irregolari. Le principali violazioni hanno riguardato carenze igienico/strutturali ed autorizzative degli ambienti destinati al ricovero e sgambatura, numero di box (in alcuni casi costruiti abusivamente in dimensioni non sufficienti), smaltimento irregolare delle carcasse di animali, omessa registrazione degli animali all’anagrafe canina, gestione irregolare dei farmaci.

Canili lager, ecco i reati contestati a chi è stato denunciato

reati contestati sono stati principalmente il maltrattamento e l’abbandono di animali causato da mantenimento di cani in condizioni incompatibili con la loro natura, il mancato rispetto del benessere (mancanza di igiene, sovraffollamento), l’effettuazione di interventi chirurgici di conchectomia (taglio delle orecchie) e caudectomia (taglio della coda) a scopo estetico e non motivati da ragioni patologiche nonché l’utilizzo di farmaci scaduti di validità (in una circostanza da oltre 7 anni).

I Nas intervengono su due allevamenti di cani

Due titolari di un allevamento di cani della  provincia di Torino sono stati denunciati dai Nas dei carabinieri poiché, nel corso del controllo disposto a livello nazionale per accertare la corretta conduzione delle strutture e lo stato di benessere degli animali, sono stati trovati tre cani razza bulldog francese e un barboncino nano privi di microchip e di documenti attestante la loro provenienza. Inoltre, sono stati rinvenuti farmaci veterinari di provenienza bulgara e rumena, nonostante non fossero presenti prescrizioni medico–veterinarie o documenti attestanti l’acquisto.

I successivi approfondimenti investigativi hanno portato alla denuncia anche del veterinario che, secondo l’accusa, insieme ai titolari dell’allevamento, avrebbe introdotto nel territorio nazionale un quarto cane razza Maltipoo, anch’esso trovato  all’interno dell’allevamento, sprovvisto di relativo passaporto ma regolarizzato con un microchip che ne attestava la proprietà di una terza persona in realtà all’oscuro di tutto.

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