Berlusconi: «Sogno dal 1994 un grande partito conservatore con idee liberali e cristiane»

2 Gen 2023 9:54 - di Giorgia Castelli
Berlusconi

«È un mio antico sogno, fin dal 1994. Sarebbe un passo importante verso il compimento della democrazia bipolare in Italia. Un partito di questo tipo dovrebbe essere qualcosa di simile al Partito Repubblicano negli Stati Uniti, quello di Lincoln e di Eisenhower, di Reagan e di Bush. Dovrebbe essere un partito plurale, al cui interno le idee liberali, cristiane e garantiste, che noi rappresentiamo, dovrebbero avere un ruolo fondamentale». Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in una intervista a Libero, in merito all’idea di mettere in piedi un grande partito conservatore.

Berlusconi: «Riforma della giustizia in senso garantista»

Alla manovra, l’ex premier dà una «sufficienza piena, e anche qualcosa in più. Probabilmente dovremo mettere a punto un metodo di lavoro collegiale, evitando per il futuro di scaricare tensioni sul lavoro parlamentare. Ma eravamo in una fase di rodaggio. In due mesi probabilmente non si poteva fare di più. Per il futuro gli obiettivi che abbiamo indicato in campagna elettorale, dalla flat-tax all’abolizione delle autorizzazioni preventive, dalla totale defiscalizzazione e decontribuzione per le nuove assunzioni dei giovani all’aumento delle pensioni, sono obiettivi che rimangono assolutamente validi e necessari. Senza dimenticare una riforma della giustizia in senso garantista, secondo le linee indicate dallo stesso ministro Nordio, come ha ribadito il Presidente Meloni nella conferenza stampa di fine anno».

Sul vuoto a sinistra

Il fatto che i grillini non siano scomparsi malgrado le drammatiche prove di governo è dovuto, chiede Libero,  unicamente al reddito di cittadinanza? «È dovuto – risponde il leader di Forza Italia – al fatto che sanno interpretare con una certa abilità il disagio di alcune aree del Paese e l’incapacità della politica di dare delle risposte. A questo si aggiunge il vuoto a sinistra determinato dall’esaurimento del Partito Democratico, che lascia ampi spazi nei quali il Presidente Conte si è infilato con indubbia abilità».

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