Arrivano i rincari. Con Draghi erano colpa della crisi, ma ora per quel genio di Elly Schlein la colpa è di Meloni

3 Gen 2023 18:59 - di Chiara Volpi
Schlein

Mentre il Pd si mette a litigare sulla data del congresso, la candidata alla segreteria del Nazareno Elly Schlein, alla disperata ricerca di consensi per poter strappare a Bonaccini lo scettro di segretario del partito, torna alla carica contro Giorgia Meloni e il governo. E scomodando un abusato quanto inadeguato paragone – già sfruttato solo qualche mese fa da Conte alle prese con la strenua difesa del Rdc – la dem posta la sua sparata contro premier e manovra dell’esecutivo su Facebook, sentenziando: «Avevamo chiesto una proroga per rendere gli abbonamenti per bus, tram e metro meno costosi per le famiglie a medio e basso reddito, ma il governo non ci ha ascoltati». Quindi, parlando di aumenti «aumenti indiscriminati che peseranno di più su chi è in difficoltà. Giorgia Meloni ha fatto proprio come Robin Hood, ma al contrario».

L’ultima sparata di Elly Schlein contro la Meloni e il governo

Evidentemente, quella frase ribadita a più riprese, con cui il presidente del Consiglio Meloni ha presentato la manovra dicendo: «Aiuteremo il ceto medio, non i ricchi», la Schlein non l’ha ancora metabolizzata. Così come, pur di scatenare l’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna dimentica (o tace fingendo di dimenticarsene) i provvedimenti sul taglio del cuneo fiscale. Le norme sulle pensioni. Il varo del taglio dell’Iva su alcuni prodotti sensibili (come assorbenti e latte in polvere). Il bonus mobili e quello per i mutui under 36. Tutte misure attese da tempo e lanciate dal governo in carica, che la sinistra punta ad ignorare lamentando una insoddisfazione ingiustificata e ingiustificabile.

La Schlein e quelle dimenticanze della sinistra utili agli attacchi strumentali di cui è maestra

E non sono nemmeno le uniche dimenticanze, quelle della sinistra appena elencate. Tanto per rinfrescare la memoria alla Schlein, allora, all’appello mancano due dettagli di non poco conto: i rincari dei pedaggi ci sono all’inizio di ogni anno. E l’ondata di inflazione che frena buone intenzioni e provvedimenti, alza i costi e penalizza sostegni e rilancio. Per ultimo, segnaliamo a Elly Schlein altri due fondamentali elementi di cui sembra non tenere conto: i margini angusti su cui il governo si è ritrovato a lavorare. I tempi strettissimi in cui ha dovuto farlo. Una sola cosa resta ferma e imprescindibile a quanto pare: anche questo gennaio l’anno inizia sotto il segno degli attacchi strumentali della sinistra. Ossia: con il guardare alla pagliuzza nell’occhio dell’avversario, piuttosto che pensare alla trave che offusca – e che ha offuscato per molti anni di governo caduto dall’alto e non nato dalle elezioni – la propria vista…

E i social rispediscono le polemiche al mittente…

E allora, in questo caso il memento arriva dagli utenti social. Diversi dei quali, sotto il post delirante di Elly Schlein hanno postato risposte al vetriolo rispedendo la polemica al mittente. Basterà citarne due su tutti per capire il tenore delle recriminazioni. Il primo, lapidario recita: «È la sinistra che non ha fatto la sinistra, per decenni!». E il secondo che indignato aggiunge: «I Robin Hood non siete certo voi del Pd, che avete fatto di tutto e di più in questi ultimi anni: compreso togliere l’art.18 ai lavoratori. Il job act. La buona scuola, E il patto con la Libia per creare quei lager terribili pur di non fare arrivare i migranti in Italia»…

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