Open Arms, spunta un video di un sommergibile che “incastra” l’Ong al processo contro Salvini

2 Dic 2022 11:32 - di Lucio Meo

Al processo Open Arms a carico del ministro Matteo Salvini spunta a sorpresa un video realizzato da un sommergibile il primo agosto del 2019 e relativo alle operazioni di salvataggio della ong. Il video è stato acquisito, su richiesta della difesa del leader della Lega, Giulia Bongiorno, dal Tribunale presieduto da Roberto Murgia. I giudici hanno acquisito al fascicolo del dibattimento il materiale audio, fotografico e video riguardanti le operazioni della nave Open Arms il primo agosto di tre anni fa, il primo delle operazioni di salvataggio di migranti in mare. Nel video, del primo agosto 2019, realizzato da un sommergibile italiano, in cui in acque Sar libiche, si vedrebbe la nave Open Arms che si avvicina un barchino che non sembrerebbe in situazioni di pericolo. L‘Ong però sarebbe intervenuta ugualmente e il tutto senza avvisare le autorità o senza lanciare allarmi.

Open Arms, nel video del sommergibile le “anomalie” dell’Ong

La documentazione emersa dai video e dagli audio fatti dal sommergibile ‘Venuti’ il primo agosto del 2019 sulla ong Open Arms “fa emergere molte anomalie”, ha detto oggi in aula l’avvocata Giulia Bongiorno. “Il sommergibile della Marina militare italiana era in mare per monitorare le attività nel mar Mediterraneo. “Tutto questo materiale in cui viene fotografata la condotta di Open Arms non è mai stato visionato .- dice l’avvocata – non sfuggirà al Tribunale la rilevanza”. “Al ministro Salvini viene contestato di non avere dato il Pos (un porto sicuro ndr) mentre la difesa dice che è stato fatto il legittimo divieto di transito. Finora si è detto che quelle anomali non c’erano, invece questa documentazione fa emergere quelle anomalie”.

Le accuse a Salvini: aver impedito l’ingresso alla nave

Il Presidente Roberto Murgia ha ammesso la produzione della documentazione richiesta, composta da video, foto e file audio, disponendo anche la deposizione come testi anche del capitano di corvetta Stefano Oliva, comandante del “Venuti”, e del capitano Andrea Pellegrino che sulla vicenda produsse una relazione di servizio.

Salvini secondo l’accusa avrebbe impedito illegittimamente l’ingresso della nave in territorio italiano. Nel fascicolo ci sono anche dei file di conversazioni che coinvolgono l’equipaggio della Open Arms. “Erano a disposizione della Procura ma la difesa non ne sapeva nulla -dice Giulia Bongiorno – erano atti messi a disposizioni delle parti dagli inquirenti e facevano parte del fascicolo del pm ma a noi no”.

La testimonianza dell’ex ministro Trenta a Salvini

“La decisione del divieto di ingresso in acque italiane della nave Open Arms nell’agosto del 2019 fu presa dal ministro Salvini. Io ricevetti il decreto da firmare, ma era un decreto firmato dal ministro dell’Interno. Perché la competenza del mio ministero era quello di verificare che non si trattasse di una nave militare e questo era il mio ruolo. Non era un ruolo di decisione”. A dirlo, deponendo al processo Open Arms di Palermo è l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta. “Dopo l’annullamento del decreto di divieto di ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane, io mi rifiutai di firmare il secondo decreto, analogo”, ha aggiunto la Trenta.

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